L’esempio migliore di cosa sia il trumpismo lo hanno offerto le dichiarazioni dello stesso Donald Trump sul cambio di regime in Iran, un obiettivo che il presidente degli Stati Uniti ha contemporaneamente negato di essersi mai posto e giurato di avere pienamente raggiunto. Mentendo entrambe le volte, ovviamente, come aveva mentito ai manifestanti che sfilavano contro il regime sfidando la repressione, da lui pubblicamente incitati a continuare, a rovesciare le istituzioni, perché, diceva, «l’aiuto è in arrivo». Di tutto il grottesco memorandum sottoscritto da Stati Uniti e Iran, considerati questi precedenti, la parte più vergognosa è senza dubbio il punto 2: «Gli Stati Uniti d’America e la Repubblica islamica dell’Iran si impegnano a rispettare ciascuno la sovranità e l’integrità territoriale dell’altro e ad astenersi dall’interferire nei reciproci affari interni». In poche parole, abbiamo scherzato: nessun aiuto in arrivo. In un attimo, Trump è passato dal cambio di regime alla complicità con il tiranno, dall’incitamento degli oppositori alla garanzia di non intervento offerta agli aguzzini, declassando i dissidenti iraniani da eroi e martiri della libertà a trascurabili «interferenze».
Contrordine | Trump dal cambio di regime all’alleanza col tiranno - Linkiesta.it
Nel punto 2 dell’accordo i dissidenti iraniani vengono declassati in un attimo da eroi della resistenza a trascurabili interferenze













