Il sindaco Biffoni lo sa bene che non ci possono essere passi falsi. Perché bisogna agire in fretta e bene per portare a termine i progetti lasciati a metà e al tempo stesso bisogna mettere mano alle soluzioni per aiutare la città ad uscire dalla crisi dalle mille sfaccettature.
Ieri, presentando la giunta, ha messo tre punti fermi. Il primo: il suo mandato è di cinque anni, non avrà distrazioni politiche di carriera di altro tipo: sindaco a tempo pieno fino all’ultimo giorno del terzo mandato. Secondo: vuole una squadra alla tedesca facendo un parallelismo con le Nazionali del pallone. Niente Italia mundial ’82, niente notti magiche del ’90. Vuole una giunta capace di portare a casa il risultato. Non c’è bisogno di fantasia o di protagonismi: vince il collettivo. Ma al tempo stesso, e questo è il terzo punto in evidenza, vuole che gli assessori siano pienamente responsabili della loro azione amministrativa. Deleghe piene. Tre tecnici e sei esponenti che conoscono bene la città. Ai suoi assessori chiede dialogo e capacità di intrecciare le competenze. Biffoni si gioca la maturità politica: da una parte deve rilanciare la città in estrema difficoltà, dall’altra deve lasciare, dopo di lui, una classe dirigente capace di raccogliere l’eredità. Ha diversi dei suoi fedelissimi nel palazzo comunale, ha una lista che porta il suo nome in consiglio e una giunta di speranza. Potrebbe essere un inizio incoraggiante per nuova stagione.






