Introduzione
Le indagini del Fisco sui conti correnti diventano più difficili grazie alle più recenti pronunce della Corte di Cassazione, che segnano un cambio di orientamento in materia di accertamenti fiscali. Con le ordinanze n. 19956 e n. 19960, la Sezione tributaria ha stabilito che l'autorizzazione necessaria per accedere ai dati bancari del contribuente non può più essere considerata un semplice atto interno dell'amministrazione, sottratto a qualsiasi verifica sul suo contenuto. Al contrario, trattandosi di un provvedimento che consente di incidere su informazioni rientranti nella sfera più riservata della persona, esso deve rispettare precisi requisiti di trasparenza e controllabilità. Ecco cosa sapere.
Quello che devi sapere
Le garanzie richieste
Come ha anticipato ieri Il Sole 24 Ore, secondo i giudici di legittimità, l'atto autorizzativo deve contenere gli elementi essenziali che consentano di verificare, anche successivamente, le ragioni che hanno giustificato l'accesso ai dati, l'ambito dell'indagine e i limiti entro cui questa può svolgersi. In altre parole, non è sufficiente una generica autorizzazione: devono essere chiaramente individuabili i presupposti che hanno determinato l'intervento dell'amministrazione finanziaria.







