BELLUNO - Il presidente della Provincia Marco Staunovo Polacco ha portato sui tavoli veneziani le istanze del territorio sul riordino del trasporto pubblico: «Non vogliamo l’accorpamento a Treviso - ha ribadito - dopo che il Consiglio, martedì sera, si era schierato compatto contro ogni ipotesi di fusione. Il tema è delicato ma già entro giugno si potrebbe avere un’anteprima della decisione dei vertici regionali. Poi la questione sarà portata in Commissione.

Dolomiti bus, anno da record: utile di 2.7 milioni, subito diviso tra i sociIl riordino Come è noto, la legge regionale numero 8 del 2025 ha previsto il riordino della governance del trasporto pubblico locale mediante l'istituzione delle Agenzie per la mobilità, destinate a subentrare agli attuali Enti di governo. La legge, inoltre, attribuisce alla Giunta regionale la facoltà di modificare l'attuale articolazione dei bacini territoriali del trasporto pubblico locale che oggi, di fatto, coincidono con i territori provinciali. La giunta del neo governatore Alberto Stefani ha avviato un percorso finalizzato a valutare la fusione del bacino ottimale del trasporto pubblico della Provincia di Belluno con quello della Marca Trevigiana. Ieri mattina l’assessore regionale ai Trasporti, Diego Ruzza, ha convocato una riunione con gli enti locali che attualmente compongono gli Enti di governo, qualificando l’incontro come decisorio rispetto all'assetto futuro dei bacini territoriali. Il vertice Il presidente di Palazzo Piloni ha riferito come si è svolto l’incontro: «Si è partiti con l’esposizione di tutte e 7 le province e città metropolitane del Veneto da parte degli enti di governo nella quale ognuno ha esposto la propria posizione. Alla fine l’assessore si è riservato di sottoporre le tre proposte prevalenti». Per Belluno si prefigurano tre scenari, due dei quali contemplano che la Provincia gestisca il Tpl in autonomia, mentre la terza contempla la fusione con Treviso. «Entro giugno ci sarà un nuovo incontro e in quella sede si potrà già sapere qualcosa in merito alla decisione - continua Staunovo Polacco - Poi la questione verrà portata davanti alla Commissione consiliare regionale che la discuterà». L’eventuale passo successivo sarà la delibera di giunta. Il presidente della Provincia ha portato a Venezia le istanze del Bellunese che deve affrontare problematiche molto diverse da quelle gestite in altri ambiti territoriali. La querelle Ed è proprio questa specificità il tema dominante della querelle. «Nella nostra provincia il sistema del trasporto pubblico locale rappresenta un servizio essenziale per la coesione sociale, l'accessibilità ai servizi e lo sviluppo economico del territorio, caratterizzato da specificità geografiche, demografiche e infrastrutturali che sono molto peculiari». L'attuale coincidenza tra il bacino del trasporto pubblico locale e il territorio provinciale garantisce che le decisioni strategiche in materia di programmazione dei servizi siano assunte da enti espressione esclusiva del territorio bellunese. «Ma l'eventuale costituzione di un bacino unico comprendente territori significativamente più popolosi -come si evince nelle linee di indirizzo del Consiglio provinciale- comporterebbe il trasferimento delle funzioni decisionali ad organismi nei quali la rappresentanza bellunese risulterebbe inevitabilmente minoritaria rispetto a quella degli altri territori coinvolti». Un’ipotesi che nessuno, a nessun livello, vuole prendere in considerazione.