Quantificare le crisi a cui va incontro l"ex Ilva è, giorno dopo giorno, sempre più difficile.
Perché alla crisi finanziaria prevista dopo l"arrivo dell"ultima tranche del prestito ponte europeo (140 milioni su 390), se ne aggiungono molte altre.
C"è la crisi produttiva aggravata da quella degli esuberi, che si manifesterà nel momento in cui il polo di Taranto verrà venduto.
E c"è la crisi, quella politica, che tiene in ostaggio la stessa vendita di Acciaierie d"Italia. «Abbiamo fatto appello alla massima responsabilità di tutte le parti, al fine di individuare in tempo una soluzione sostenibile che garantisca la continuità produttiva con la prospettiva della piena decarbonizzazione», ha detto ieri il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, ribadendo a margine del question time concetti già espressi in aula. «Serve un segnale positivo, quale esso sia lo vedranno i commissari», ha aggiunto.Il problema è che ora il dossier non è più solo al Mimit.
La regia è di Palazzo Chigi, in concorso con i commissari.













