La saldatura nel Parlamento europeo tra i popolari del Ppe, il gruppo dei Patrioti e i conservatori dell’Ecr si mostra plasticamente quando, non appena viene decretata l’approvazione del nuovo Regolamento rimpatri con 418 voti a favore, 218 contrari e 30 astensioni, dagli spalti partono gli applausi e i cori da stadio: «Send them back», scandiscono, rimandiamoli a casa. Contrastati solamente dalle grida di «vergogna» partite dagli spalti delle opposizioni.
DESTRE ESTREME, compreso il gruppo dei sovranisti dell’Esn di cui fa parte l’Adf tedesca e Futuro nazionale di Roberto Vannacci, insieme ai centristi appoggiati anche da alcuni eurodeputati di centrosinistra, hanno così riscritto la tradizionale maggioranza dell’Eurocamera e raggiunto l’obiettivo di portare a casa in via definitiva la direttiva che permette il rimpatrio forzato di migranti accelerando le procedure di frontiera e agevolando accordi bilaterali con Paesi terzi. Si va così a rafforzare il nuovo Patto Ue su migrazione e asilo in vigore dallo scorso venerdì. Le operazioni di allontanamento, ha spiegato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, saranno anche coadiuvate dall’agenzia Frontex a cui verrà conferito «un mandato potenziato». La premier Giorgia Meloni esulta e con un video postato sui social rivendica il «provvedimento storico che consente di rimpatriare velocemente chi non ha titolo a stare nell’Unione europea» e che segue, dice, «la strada aperta dal governo italiano con il protocollo con l’Albania».












