Le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) rischiano di diventare l’ennesima occasione mancata della transizione energetica italiana. Mentre il dibattito pubblico sull’energia è tutto concentrato sul possibile ma inutile ritorno al nucleare, visto che oggi le rinnovabili sono molto più sicure e meno costose di questa tecnologia, le comunità energetiche, una delle esperienze più innovative di partecipazione diretta di cittadini, enti locali e piccole imprese per la produzione e condivisione di energia rinnovabile, si trovano di fronte a ostacoli tutt’altro che marginali: la drastica riduzione dei fondi del PNRR e l’eccesso di burocrazia.
NEL TENTATIVO DI LANCIARE UN GRIDO di allarme, il Coordinamento FREE, insieme a numerose altre organizzazioni, nei giorni scorsi ha chiesto al Governo di ripristinare parzialmente le risorse originariamente previste dal bando PNRR dedicato alle CER, fino a totale copertura di tutte le pratiche presentate in tempo utile. La misura era stata finanziata con 2,2 miliardi di euro, ma nel novembre 2025, a bando ancora aperto, la dotazione è stata ridotta a 795,5 milioni, lasciando senza copertura molte delle domande presentate entro i termini previsti dal bando.










