Roma, 17 giu. (askanews) – Tassi di interesse confermati ad una forchetta del 3,50%-3,75% negli Stati Uniti: le decisioni della Federal Reserve sono state in linea con le attese. Quello che ha sorpreso sono state la brevità e l’essenzialità del comunicato, mentre al suo debutto il neopresidente, Kevin Warsh, ha da un lato riaffermato con energia la determinazione di tutto il direttorio (Fomc) a perseguire la stabilità dei prezzi, sgomberando il campo dalle ipotesi di tagli ai tassi. Dall’altro ha annunciato l’avvio di una articolata revisione di diversi elementi chiave con cui viene analizzata e decisa la linea monetaria.
Secondo la banca centrale, l’inflazione negli Stati Uniti “resta elevata rispetto all’obiettivo del 2%”, in parte a riflesso degli shock che hanno spinto i prezzi in diversi settori, tra cui l’energia. “Il direttorio perseguirà la stabilità dei prezzi”. Sul comunicato c’è questo e poco altro: la decisione è stata unanime.
Alla riunione “ci stava una proposta sul tavolo. Nessuna altra proposta è stata discussa”, ha riferito Warsh, aggiungendo che nel Fomc “abbiamo concordato tutti in maniera inequivoca di voler perseguire la stabilità dei prezzi”.
La Fed ha consistentemente rivisto al rialzo le previsioni di inflazione per quest’anno, mentre ha limato quelle di crescita economica. Ora per il 2026 stima un carovita al 3,6%, cui dovrebbe seguire un 2,3% il prossimo e 2% (confermato) sul 2028. Tre mesi fa stimava l’inflazione 2026 al 2,7% e quella del prossimo anno al 2,2%. Per il Pil degli Stati Uniti prevede una espansione del 2,2% quest’anno, del 2,3% il prossimo e di nuovo del 2,2% del 2028. In questo caso i ritocchi sono marginali.










