SANTA MARIA DELLA VERSA. «Proviamo a partire a La Versa già con la prossima vendemmia, se riusciremo a stare nei tempi con le pratiche». Lo assicura Fedele Angelillo, amministratore unico di Mack & Schuhle Italia, che ha acquisito la storica Cantina La Versa di Santa Maria della Versa, nell’ambito della procedura di liquidazione coatta amministrativa di Terre d’Oltrepò. Il piano industriale Angelillo anticipa alcuni punti del progetto legato al rilancio della cantina. «Già diversi anni fa ci eravamo resi conto delle opportunità che offriva l’Oltrepò Pavese e il Metodo Classico, ma ci eravamo fermati di fronte allo scontro con la vecchia dirigenza di Terre con cui non siamo andati d’accordo - spiega Angelillo -. Continuiamo a credere molto nel territorio e nella denominazione e puntiamo a far ritornare La Versa il grande marchio che è stato in passato». Angelillo conferma che il progetto su La Versa riguarda unicamente il Pinot Nero per la produzione dello spumante Metodo Classico: «Il focus totale sarà su quello - evidenzia l’ad del gruppo vinicolo italo-tedesco -. Altre varietà di prodotti non interessano per il progetto». Angelillo spiega poi che il gruppo ha in programma una ristrutturazione completa dell’azienda e a breve saranno presentati il piano industriale, un piano per il marketing e di rilancio del marchio. «Se riusciremo con i tempi, La Versa sarà pronta già per la prossima vendemmia - assicura Angelillo -. Per questo vogliamo puntare sull’affiliazione dei produttori per avere da loro la materia prima importante per valorizzare tutta la filiera». Il piano di investimenti, oltre che sulle strutture, riguarderà anche i marchi storici della Cantina, ad esempio il Testarossa, «che saranno ripresi e rilanciati» afferma il manager. Mentre sulla parte della strumentazione, Angelillo evidenzia che «la Cantina è messa bene dal punto di vista tecnologico e degli impianti di vinificazione». «Siamo complementari» Fondamentale, secondo il gruppo vinicolo, sarà il rapporto sia con i produttori che con tutto il territorio. «Sono tre i fattori che ci aiutano a posizionare il prodotto sugli scaffali - prosegue -. La qualità del prodotto, il rapporto qualità/prezzo e il modo in cui il prodotto viene comunicato al consumatore. Ecco, in Oltrepò Pavese c’è una grande storia di territorio e di conoscenza produttiva: per questo, noi vogliamo essere complementari, mettendo a disposizione del territorio le nostre conoscenze sia in termini commerciali, grazie alla nostra presenza su molti mercati internazionali, sia in termini di comunicazione». Prematuro, invece, parlare di progetti territoriali, come quello del Classese che sta portando avanti il Consorzio: «Di certo - conclude Angelillo - l’approccio con il Consorzio e con tutte le altre realtà territoriali sarà proattivo per il bene della denominazione».