A Maranello, dentro il perimetro di una delle imprese simbolo dell’industria italiana, una vicenda nata fuori dalla catena del lavoro è finita davanti al giudice perché i suoi effetti, secondo il tribunale, sono entrati in pieno nel rapporto di lavoro: nella serenità della dipendente coinvolta, nell’obbligo di protezione del datore, nel confine fra vita privata e responsabilità aziendale.

Il caso riguarda un operaio della Ferrari, assunto a tempo indeterminato nel 2012 nel reparto corse clienti, licenziato nel luglio 2024 dopo una serie di comportamenti ritenuti persecutori nei confronti di una collega con cui aveva avuto una relazione sentimentale extraconiugale. Quando il rapporto si è interrotto, secondo quanto emerge dai resoconti della decisione del Tribunale di Modena, l’uomo avrebbe iniziato a insistere con contatti ripetuti e messaggi offensivi e minacciosi, fino a spingere la donna a rivolgersi sia alle risorse umane dell’azienda sia ai carabinieri.

Da lì si è aperto un doppio binario, uno aziendale e uno giudiziario. Sul piano amministrativo, all’uomo è stato notificato anche un ammonimento del questore di Modena, uno strumento di prevenzione previsto per gli atti persecutori che ha funzione dissuasiva e serve a intimare la cessazione immediata delle condotte segnalate. Secondo le ricostruzioni giornalistiche, dopo quell’intervento i contatti sarebbero cessati. Sul piano lavoristico, invece, la Ferrari ha scelto la strada più severa: il licenziamento.