Maranello (Modena), 16 giugno 2026 – Dopo l’interruzione della relazione extraconiugale, aveva continuato a molestare la collega di lavoro inviandole anche messaggi vessatori, dal tono minaccioso. Proprio per tutelare la giovane, la Ferrari, dove entrambi lavoravano, ha deciso di licenziare l’operaio, risolvendo il contratto di lavoro.

Ricorso dell’uomo chiedendo reintegro e 200mila euro di risarcimento

L’uomo ha presentato ricorso, chiedendo anche – oltre al reintegro – un risarcimento pari a 200mila euro. Il giudice del lavoro di Modena, Vincenzo Conte, però, ha recentemente dato ragione alla casa automobilistica di Maranello, ritenendo il licenziamento ‘motivato’ e, soprattutto, rigettando la richiesta risarcitoria avanzata dal lavoratore. All’ex dipendente sono state infatti riconosciute 14 mensilità.

La sentenza rappresenta dunque la volontà di mettere in risalto il ruolo dell’azienda nel tutelare la salute psico fisica dei dipendenti. A fronte del tenore dei messaggi inviati dall’operaio alla ex, infatti, il giudice ha ritenuto: “La reazione di Ferrari (ovvero il licenziamento) pienamente giustificata, in quanto la datrice di lavoro è tenuta, ai sensi dell’art. 2087 cod. civ., a preservare la salute psico-fisica dei lavoratori e ad attivarsi per rimuovere eventuali condotte lesive, onde evitare azioni risarcitorie del dipendente per una colpevole inerzia nella rimozione del fatto lesivo di altro dipendente”.