BRUXELLES – Tra domani e dopodomani i capi di Stato e di governo dell’Unione europea, riuniti per il tradizionale vertice prima della pausa estiva, tenteranno di trovare una nuova direzione di marcia in un mondo sempre più fragile e incerto. Sotto questo profilo, due i temi particolarmente importanti sul tavolo dei leader: il prossimo bilancio comunitario 2028-2034 e il rapporto con la Cina, un paese con il quale tutti gli Stati membri soffrono ormai un deficit commerciale.

Sul primo versante, conosciamo i termini del problema. La presidenza cipriota dell’Unione europea ha presentato giovedì scorso un progetto di bilancio che riduce del 2% l’ammontare previsto dalla proposta presentata in luglio dell’anno scorso dalla Commissione europea. Molti paesi hanno rumoreggiato. Sia coloro che vogliono un bilancio più generoso, sia coloro che ritengono il progetto cipriota ancora troppo esoso.

Ci sono evidenti contraddizioni. Tutti i paesi sono pienamente consapevoli che il momento storico richieda un bilancio più efficiente e più generoso. Eppure, per ora, il confronto rimane tra i paesi membri che difendono coesione e agricoltura e quelli che invece chiedono un bilancio più focalizzato sulla competitività e la ricerca. La proposta presentata dalla presidenza cipriota, con cifre posta per posta, sarà oggetto di un primo dibattito a livello di leader.