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La Corte di Cassazione ha confermato tutte le condanne inflitte in Appello ai cinque imputati nel processo per l'omicidio di Saman Abbas, la 18enne pakistana uccisa a Novellara, in provincia di Reggio Emilia, nella notte tra il 30 aprile e il 1° maggio 2021. Nel corso dell'udienza, il procuratore generale aveva chiesto ai giudici della Prima Sezione Penale di rendere definitive le condanne all'ergastolo per i genitori della ragazza, Shabbar Abbas e Nazia Shaheen, per i cugini Ikram Ijaz e Nomanulhaq Nomanulhaq, e la pena a 22 anni di reclusione inflitta allo zio Danish Hasnain. Una richiesta accolta dagli ermellini, che hanno così messo la parola fine a un lungo capitolo giudiziario.
La requisitoria del pg
Durante la requisitoria, il procuratore generale Marco Dall'Olio ha ripercorso le tappe dell'intera vicenda, definendola “agghiacciante”: “Saman doveva essere uccisa, questo è un punto fermo di tutto il processo - La volontà era di impartirle una lezione: non poteva decidere da sola della sua vita, non poteva avere una vita propria. È stato organizzato nei minimi dettagli, un atto corale e premeditato”. E ancora: “L’omicidio, pur avendo radici culturali proprie, tradisce il ricorso a una violenza estrema, sproporzionata, scelta come unico strumento per ‘emendare una presunta colpa’ (la volontà di libertà della ragazza), che realizza la natura turpe e ignobile del movente”. Nei confronti degli imputati, in Appello, erano state riconosciute le aggravanti della premeditazione e dei futili motivi.










