È stata rimandata al 15 luglio la sentenza della Corte di Cassazione sul caso di Saman Abbas, la 18enne pachistana uccisa nel 2021 a Novellara. La Procura generale aveva chiesto la conferma delle condanne per i familiari: l’ergastolo per genitori e i cugini, 22 anni per lo zio.
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Slitta al 15 luglio la sentenza della Corte di Cassazione sul caso di Saman Abbas, la 18enne pachistana uccisa nel 2021 a Novellara, in provincia di Reggio Emilia. I giudici della prima sezione penale, dopo aver fatto parlare le parti, hanno disposto un differimento della decisione alla luce della sua complessità.
Alla Corte la Procura generale ha chiesto la conferma delle condanne per i familiari della ragazza. In appello i genitori, Shabbar Abbas e Nazia Shaheen, e i cugini della 18enne, Ikram Ijaz e Nomanhulaq Nomanhulaq, accusati di omicidio e soppressione di cadavere, sono stati condannati all'ergastolo. Mentre lo zio Danish Hasnain a 22 anni di reclusione. L'avvocato generale della Suprema Corte Marco Dall'Olio nella sua requisitoria ha rimarcato che "Saman doveva essere punita: questo è un punto fermo di tutto il processo".
"La volontà era di impartirle una lezione, non poteva decidere da sola della sua vita, non poteva avere una vita propria. Il delitto è stato organizzato nei minimi dettagli, un atto corale e premeditato. – ha aggiunto – Una vicenda agghiacciante". All’udienza odierna erano presenti l’ex sindaca di Novellara, oggi consigliera regionale Pd, Elena Carletti, e l’attuale sindaco Simone Zarantonello. Saman fu uccisa nel vialetto davanti a casa e sepolta in una buca a poca distanza dall'abitazione familiare.










