Sulla chat sessista dei dipendenti Atm – l’azienda milanese del trasporto pubblico – il componente del Garante della privacy Agostino Ghiglia (vicinissimo a Fratelli d’Italia) entra a gamba tesa commentando con il Corriere della sera: non per sostenere la donna che ha diffuso sui social i messaggi e la foto incriminata, bensì per evocare il sospetto che abbia infranto la legge. Gli ha risposto Cathy La Torre, avvocata esperta in privacy e legale della passeggera a bordo del tram 15: “È molto grave che un componente del Garante della privacy abbia già tratto queste conclusioni prima di aver letto il reclamo. Non mi pare ci sia ancora certezza sui fatti”.

Ghiglia ha parlato della vicenda dal punta di vista del diritto alla riservatezza: “Io non posso fare la foto del telefonino di un terzo e non farne anche lì un uso proprio legittimo e giuridicamente fondato. Un conto è fare whistleblowing, segnalare doverosamente all’azienda di indagare, un altro conto è trasmettere a un giornale, o a una blogger o a una influencer che ripubblica il contenuto. Questo è un illecito“, ha dichiarato al Corriere. L’uomo del Garante si riferisce alla ragazza 26enne a bordo di un tram milanese. Intervistata ieri dal Corriere della sera, ha raccontato il suo stupore quando sul monitor dello smartphone di un dipendente Atm è apparsa la foto: “Purtroppo o per fortuna, dallo schermo mi è subito balzata all’occhio un’immagine scattata dalle telecamere di sorveglianza: era una foto ingrandita dei glutei di una ragazza”. Prosegue la 26enne: “Lui era letteralmente davanti a me. Si comportava come se non fosse su un mezzo pubblico, tra la gente, all’ora di punta. Io dopo qualche fermata sono scesa”.