Chat sessista tra dipendenti Atm, la ragazza che ha denunciato finisce sotto accusa. Ma davvero rischia qualcosa? Per fare chiarezza Fanpage.it lo ha chiesto all’avvocato Cristiano Cominotto.
Agostino Ghiglia, sullo sfondo lo screen della chat sessista tra dipendenti Atm
Decine di donne fotografate attraverso immagini provenienti dalle telecamere su tram e autobus di Milano, che poi sono state commentate e sessualizzate all'interno di una chat tra alcuni dipendenti Atm (Azienda Trasporti Milanesi), poi sospesi dall'azienda. È quanto denunciato da una passeggera che, dopo essersi accorta di quanto stava accadendo, ha fotografato lo schermo di un telefono, oscurando i nomi dei partecipanti e segnalando il caso. Eppure, nelle ultime ore, il dibattito pubblico si è progressivamente spostato su di lei, domandandosi se, nel denunciare, abbia anche lei commesso un illecito. Così, come spesso accade in questo genere di vicende, anche questa volta si è finiti per commettere lo stesso sbaglio: minimizzare comportamenti sessisti e spostare l'attenzione da chi li ha messi in atto a chi ha avuto il coraggio di denunciarli.
Quando il problema diventa chi denuncia A orientare questa parte del dibattito sono state le parole rilasciate al Corriere della Sera da Agostino Ghiglia, componente del collegio del Garante della privacy in quota Fratelli d'Italia, attualmente indagato per peculato e corruzione. "Non posso fare la foto del telefonino di un terzo e non farne anche lì un uso proprio legittimo e giuridicamente fondato", ha commentato Ghiglia, arrivando a ipotizzare un illecito nella condotta della ragazza. Una posizione che, però, suscita più di una perplessità. Non tanto perché il tema della tutela dei dati personali non sia rilevante, ma perché arriva da un componente dell'organo chiamato a valutare la vicenda che, ancora prima che il Garante esamini eventuali reclami e accerti i fatti, sembra aver espresso un giudizio già orientato sulla condotta di chi ha denunciato. È esattamente questo il punto sollevato dall'avvocata Cathy La Torre, che oggi assiste la passeggera. Secondo La Torre (e non solo), è grave che un membro dell'Autorità abbia tratto conclusioni preventive senza che sia stato ancora svolto alcun approfondimento formale. Ma c'è un altro aspetto che colpisce. Nel tentativo di ridimensionare quanto accaduto, Ghiglia ha sostenuto che "un conto è diffondere le fotografie su un canale pubblico, un altro è in un gruppo chiuso di sette persone. Parliamo di 7 persone, in un paese di 60 milioni. Vorrei vedere la tua chat del calcetto, se giochi a calcetto, o la chat della palestra, o la chat dei genitori, perché ne vediamo di tutti i colori".











