L’ex senatore Paolo Naccarato ripercorre il profilo politico e istituzionale del cardinale Camillo Ruini, dai rapporti con Francesco Cossiga al ruolo svolto nelle crisi di governo, ricordandone il costante richiamo alla responsabilità e all’interesse del Paese. Porporato sì, ma senz’altro “politico nel senso più alto del termine”

Il porporato che sussurrava alla politica. La scomparsa del cardinale Camillo Ruini chiude una stagione della Repubblica in cui il confine tra Chiesa e politica non coincideva mai con quello dell’ingerenza, ma con quello dell’ascolto e del confronto. Talvolta aspro, sempre franco. Per oltre due decenni Ruini è stato uno degli interlocutori più influenti delle classi dirigenti italiane, capace di leggere le dinamiche istituzionali con uno sguardo che andava ben oltre il recinto ecclesiale. Dai rapporti con Francesco Cossiga fino alle settimane decisive che accompagnarono la nascita del governo Letta e la frattura del centrodestra, il suo ruolo è rimasto spesso lontano dai riflettori ma decisivo. A ripercorrerne alcuni passaggi, su Formiche.net è Paolo Naccarato, già senatore della Repubblica, che restituisce il ritratto di un cardinale “politico nel senso più alto del termine”, sempre guidato dall’interesse del Paese.