Brescia, 17 giugno 2026 – Il Comitato Regionale della LND ha richiesto ulteriori documenti, ma, dopo tutti i segnali sempre più indicativi delle scorse settimane, adesso ci sono anche i fatti. È stata infatti presentata la richiesta di riattivare la matricola (7810) del Brescia Calcio Spa.

In attesa delle necessarie integrazioni, l’operazione, effettuata dai legali del patron Massimo Cellino, non si può ancora definire completata, ma se in questa intricatissima vicenda non interverranno nuovi colpi di scena, l’imprenditore sardo potrà iscrivere la sua squadra nella stagione 2026/2027, ripartendo (con tutta probabilità) dalla Terza Categoria.

Risanare le passività

Sono molteplici le ragioni alla base di questa che, in realtà, non rappresenta una vera e propria sorpresa, ma la contromossa dello stesso Cellino. In primo piano c’è l’intenzione di evitare il fallimento della società Brescia Calcio, con tutte le conseguenze relative che potrebbero arrivare a coinvolgere pure il patrimonio personale di Cellino. Subito dopo si pone un semplice calcolo economico.

In effetti ridare continuità all’attività del Brescia Calcio renderebbe necessario anche il pagamento delle numerose passività dello stesso sodalizio biancazzurro (si parla di diversi milioni di euro). Nello stesso tempo, però, il Brescia, oltre ad imporre una brusca frenata ai programmi dell’Union Brescia di assicurarsi il logo, i marchi, la V sulla maglia e tutto quello che dal 1911 ha accompagnato lo storico cammino della compagine bresciana, potrebbe riscuotere i crediti dei giocatori che, di fatto, sono stati lanciati dalle Rondinelle per un valore che dovrebbe superare in modo significativo le perdite, consentendo così all’imprenditore sardo di chiudere in attivo questa ennesima sfida.