La riattivazione della matricola 7810 del Brescia Calcio 1911 di Massimo Cellino ha aperto le porte a un luglio calcistico bollente nella città della Leonessa. La situazione è ancora in evoluzione e nei prossimi giorni può succedere di tutto, ma l’ipotesi che a fine mese ci siano due squadre a richiamare l’attenzione dei calciofili bresciani è tutt’altro che remota. L’imprenditore sardo, che in ogni caso, pur rimanendo presidente, non gestirà la nascente “creatura“, dopo avere ottenuto il via libera del Comitato regionale lombardo, può iscrivere la sua formazione alla prossima stagione. Il primo punto d’approdo dovrebbe essere la Terza Categoria, ma entro il 28 luglio dovranno essere completati tutti gli adempimenti (a cominciare dall’allestire una rosa che possa scendere sul campo che, per le gare interne, sarà quello di Torbole).
Il “nuovo-vecchio“ Brescia potrebbe anche non ripartire da una prima squadra, ma limitarsi a schierare una compagine giovanile. Questo il requisito minimo per rilanciare il proprio percorso, anche se potrebbe esserci l’opportunità (molto complicata) di subentrare a un’altra società: in tal caso, la ripartenza delle Rondinelle potrebbe avvenire anche dalla Promozione. L’obiettivo di tutto questo è evitare il fallimento del Brescia Calcio, che si trova in una posizione debitoria molto grave (si parla di circa 23 milioni) e che può contare sulle misure di protezione che lo prevengono dalle richieste dei creditori fino al 13 luglio. I contributi di solidarietà per l’imminente trasferimento di Tonali (e magari pure di altre ex Rondinelle), che spettano al Brescia, potrebbero contribuire al risanamento della società di Cellino. Questa potrebbe essere la strada per evitare il fallimento e, magari, per dare nuova vita a quella società che dal 1911, tra poche gioie e molti dolori, è stata accompagnata dalla passione dei tifosi bresciani.










