di Gionata Borin e Simone Barbiero
Alla fine del 2024 Libera ha presentato il dossier nazionale Linea Libera. Estorsione, usura e corruzione. Conoscere per contrastarle, un’indagine sulla percezione e l’esperienza degli operatori economici su mafie e corruzione in tre città campione: Torino, Firenze e Napoli. Nell’estate del 2025, il coordinamento provinciale di Libera Asti ha deciso di replicare la ricerca su base provinciale.
Sono stati distribuiti 400 questionari anonimi nei quattro principali comuni del territorio: Asti, Nizza Monferrato, Canelli e San Damiano d’Asti. La ricerca ha coinvolto i settori del commercio, manifattura, servizi e, in aggiunta rispetto al modello nazionale, l’agricoltura, comparto chiave dell’economia astigiana. La validazione scientifica è stata curata dai sociologi astigiani Renato Grimaldi ed Enrico Ercole, entrambi docenti universitari in metodologia della ricerca sociologica.
Perché questa ricerca ad Asti?
Le mafie e la corruzione alterano il mercato, attuano una concorrenza sleale e creano barriere per gli operatori economici che vogliono “competere” in maniera onesta e trasparente. Anche il contesto economico non aiuta: crisi di liquidità delle imprese e il rischio sovraindebitamento possono portare ad agevolare l’insediarsi di reti criminali che applicano il cosiddetto “welfare sostitutivo mafioso”, offrendo prestiti a usura come risposta immediata alle lungaggini burocratiche dello Stato, creando un iniziale consenso intorno a loro.









