Vendite di bici in calo. Ma escursionisti in aumento. E sentieri pieni anche dove le spiagge si svuotano. La bike economy avanza dovunque ma nelle città fa ancora faticaVendite di bici in calo. Ma escursionisti in aumento. E sentieri pieni anche dove le spiagge si svuotano. La bike economy avanza dovunque ma nelle città fa ancora faticaDue passi avanti e uno indietro: la strada da percorrere per fare dell’Italia un Paese bike friendly è ancora lunga e il percorso è uno stop and go esasperante. Eppure, malgrado questo, il rapporto Isfort sulla mobilità conferma il trend positivo, che nel 2025 vede l’uso della bici in Italia in crescita del 27% rispetto all’anno precedente. Nei giorni di Velo-city 2026, il più importante summit internazionale dedicato alla ciclabilità e alla mobilità sostenibile, che fino al 19 giugno porta a Rimini oltre 1.500 delegati da 60 Paesi, proviamo a fare il punto della situazione, alternando pro e contro, vittorie e sconfitte. In un quadro che a volte, paradossalmente, vede diviso anche il fronte degli amici della bicicletta: non solo tra “talebani del muscolare” e “fan della pedalata assistita”, ma tra chi usa la bici per sport e chi come mezzo di trasporto, tra ciclisti dei giorni feriali e della domenica. Come se non fosse possibile e auspicabile passare da una categoria all’altra ogni tanto, o anche tutti i giorni.Mercato in crescita, anzi noPartiamo da una certezza: il valore complessivo della bike economy è in continuo aumento anche in Italia. A trainarlo però negli ultimi tempi è stato soprattutto il settore turistico: il giro d’affari, secondo i dati più recenti dell’Istituto nazionale per le ricerche turistiche (Isnart–Unioncamere), è stato di quasi 10 milioni di euro nel 2024. Le vendite di biciclette invece sono in calo, e scontano ancora il pienone del bonus-Covid: l’anno scorso, secondo l’associazione di categoria dei produttori di motoveicoli e biciclette – ANCMA (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori), in Italia sono state vendute 1.303.000 biciclette: di queste, poco più di un milione sono veicoli tradizionali (con un calo del 3% rispetto all’anno precedente) contro quasi 300mila ebike, che però segnano un calo del 7%. «Un'ulteriore analisi delle vendite porta a un dato interessante», aggiunge Luigi Menna, presidente della Fiab (Federazione italiana ambiente e bicicletta). «Le vendite di bici da parte della grande distribuzione e quelle online mostrano nel complesso dei segni positivi. Quella che ha subito la diminuzione è la vendita da parte dei negozi specializzati (le ebike sono calate del 14%, le muscolari del 7%). I consumatori quindi sono ancora interessati all’acquisto delle bici, ma spostano l’attenzione a prodotti meno costosi e a reti di vendita più “popolari”».Indotto a due velocitàIl calo di vendite delle bici influenza anche l’indotto diretto: «E non parliamo solo della siderurgia per la produzione dei telai e della meccanica di precisione per la componentistica», precisa Menna. «Con l’ingresso delle ebike, l’indotto della produzione di bici comprende anche l’elettronica e le batterie. Ed è un comparto significativo anche se da noi spesso la produzione di biciclette, escluse quelle di alta gamma “made in Italy”, si limita ad assemblare i telai e i componenti importati dall’estero». Buone notizie invece dall’“indotto indiretto” legato al cicloturismo: servizi di noleggio, negozi di attrezzatura, tour operator specializzati, punti di ristoro sui percorsi cicloturistici e alberghi bike friendly (come quelli riuniti nell’associazione Albergabici). È qui che si mostra un vantaggio economico del cicloturista, che è mediamente più ricco del turista “da spiaggia”: la sua spesa media va dai 70 ai 120 euro al giorno a persona (viaggio escluso), e supera del 50 per cento il budget del turista “normale”.A dare un’idea del successo del cicloturismo concorre un dato come quello di Assobalneari, che l’anno scorso ha segnalato un calo del 20 per cento delle presenze sulle spiagge della Liguria, mentre la Ciclovia dei Fiori, sul tracciato della vecchia ferrovia ligure, da Imperia verso Sud, ha visto crescere passaggi e indotto locale.Ciclabili della discordiaLa rete di ciclovie protette è essenziale per ridurre il senso di pericolo che tiene molte persone lontane dall’uso della bicicletta come mezzo di trasporto in città. L’intera rete copre attualmente 23mila chilometri, ma è un dato che non distingue tra ciclovie turistiche e corsie cittadine. I fondi del Pnrr, secondo l’ultimo aggiornamento, permetteranno di realizzare 565 chilometri di nuove piste ciclabili urbane e metropolitane: il problema è che vanno completate entro il 30 giugno prossimo, e tra gli stop imposti dai comitati di quartiere e le modifiche che correggono errori di progettazione, è difficile che le città italiane cambino aspetto. «Il problema è culturale», commenta Menna. «Per decenni l’automobile è stata proposta come simbolo di libertà oltre che di posizionamento sociale». Con un paradosso: che per magnificare le qualità di un’auto, la si inserisce in un contesto senza macchine: «Se guardiamo con attenzione uno spot pubblicitario, l’auto viene collocata in ambienti idilliaci e scenari urbani irreali: strade senza auto, neanche parcheggiate, se non quella oggetto della pubblicità. La realtà è ben diversa: l’automobile in media viene utilizzata per due ore ogni 24 e occupa circa 8 metri quadrati, quanto dieci biciclette regolarmente parcheggiate».Pro e contro la bici elettricaPer le due ruote a pedalata assistita le difficoltà sono figlie del successo: le vendite ufficiali in calo nascondono il paradosso che permette l’invasione di veicoli simili più a un vecchio Boxer Piaggio con le ruote gonfiate che a una due ruote vecchio stile. Il risultato è una quantità di gravi incidenti che hanno spinto diversi Paesi a cercare di correre ai ripari. In Italia, malgrado le apparenze, è in vigore una legge severissima: la bici “truccata” è considerata un ciclomotore non omologato, senza assicurazione e senza targa, e la legge prevede il sequestro e multe da migliaia di euro. Una norma che evidentemente non funziona: per questo una proposta di legge (la 2523, prima firmataria Valentina Ghio del Pd) prevede indagini e multe anche per produttori e venditori dei veicoli illegali, e per chi commercializza i kit per modificarne la potenza.Cicloturismo a corrente alternata.Ebike e boom del cicloturismo vanno a braccetto, con un successo che porta anche qui al rischio di un nuovo fronte dell’overtourism. Lo si è visto nei giorni scorsi in Alto Adige, dove i treni che permettono il trasporto delle due ruote si stanno rivelando inadeguati a ospitare le bici dei “ciclisti urbani” e quelle dei gruppi di visitatori. Del resto stiamo parlando (secondo i dati Isnart–Unioncamere relativi al 2024) di ben 89 milioni di cicloturisti in tutto il Paese, con una crescita del +54% rispetto al 2023, quando erano stati già 56 milioni. Il cicloturismo rappresenta oggi oltre il 10% delle presenze turistiche complessive in Italia. Ed è destinato a crescere man mano che sarà completata la rete europea EuroVelo, che prevede 15 itinerari di collegamento da Nord a Sud, dall’Atlantico al Mar Nero, dalla Spagna a Cipro.Pedalare è un’impresaSe il ciclismo di tutti i giorni fatica a prendere piede («Lo sforzo di Fiab è quello di emancipare la bici dal contesto puramente ludico per dargli un riconoscimento di vero mezzo di trasporto quotidiano», dice Menna), le imprese da fare una volta nella vita hanno sempre più successo. Lo si vede ogni anno nel Chianti con le bici d’epoca che disputano L’Eroica, con la maratona “Da Santo a Santo” che va da Reggio Calabria a Padova, o con le “Bike Night” che organizzano percorsi notturni nelle più belle zone d’Italia: il prossimo appuntamento è il 27 giugno al Colosseo, per pedalare fino all’alba lungo la via Appia.Tag LEGGI ANCHE L'E COMMUNITYEntra nella nostra community Whatsapp