La Giornata mondiale contro la desertificazione è dedicata quest’anno alla tutela dei pascoli, ma la crisi climatica sta lasciando segni sempre più evidenti anche sott’acqua. Nel Mediterraneo l’aumento delle temperature marine minaccia infatti la sopravvivenza dei coralli, compromettendo habitat preziosi per la biodiversità e accelerando una forma meno visibile, ma altrettanto preoccupante, di impoverimento degli ecosistemi.

A confermarlo sono i risultati di “MedCoral Guardians”, il primo progetto dedicato alla tutela dei coralli del Mare Nostrum, realizzato dalla Fondazione Marevivo nelle Aree marine protette di Ustica, in Sicilia, Tavolara-Punta Coda Cavallo, in Sardegna, e Punta Campanella, in Campania, grazie al contributo di The Nando and Elsa Peretti Foundation.

Il progetto ha documentato gli effetti del riscaldamento marino sulla Cladocora caespitosa, corallo endemico del Mediterraneo conosciuto anche come madrepora cuscino. Si tratta di una specie rara e delicata, minacciata dalle attività antropiche ma soprattutto dalla crescente frequenza delle ondate di calore marine, che provocano fenomeni di sbiancamento e possono portare alla morte di intere colonie.

Negli ultimi anni il Mediterraneo ha registrato temperature record. A giugno 2025 la temperatura superficiale media del mare ha raggiunto quasi 24°C, mentre dagli anni Ottanta le temperature superficiali del bacino sono aumentate in media di circa 0,4°C per decennio: un ritmo più che doppio rispetto alla media globale oceanica, stimata intorno a 0,2-0,25°C per decennio nel periodo più recente.