L’incontro tra il senatore Giulio Terzi di Sant’Agata e una delegazione di senior staffer del Congresso americano riporta al centro il tema delle interferenze cinesi in Europa e negli Stati Uniti. Dalle attività del Fronte unito alle stazioni di polizia clandestine, fino al modello Fara, la cooperazione transatlantica intende favorire la costruzione di una risposta comune e coordinata contro strategie di influenza, disinformazione e manipolazione cognitiva
Dopo l’incontro con una delegazione bipartisan di senior staffer del Congresso Usa, Giulio Terzi di Sant’Agata, senatore di Fratelli d’Italia e presidente della Commissione Politiche Ue di Palazzo Madama, rilancia il nodo delle attività cinesi di influenza in Europa e negli Stati Uniti, fronte meno evidente della competizione che avvolge parlamenti, diaspore, social, associazioni e tutto ciò che resta abbastanza opaco da non diventare un caso diplomatico, ma abbastanza incisivo da orientare il dibattito pubblico.
Questo il dossier finito al centro dell’incontro tra Terzi e una delegazione congressuale bipartisan della Commissione speciale sulla Cina della Camera dei Rappresentanti americana. Un confronto promosso, ha spiegato Terzi, su iniziativa dell’Ambasciata americana e volto a costruire risposte comuni verso le attività di influenza riconducibili a Pechino, quelle che Terzi definisce legate a “interessi, anche non dichiarati”, perseguiti da attori vicini alla Repubblica popolare cinese “sia in Europa che negli Stati Uniti”.










