“Dobbiamo tutti compiere uno sforzo per riallineare le agende strategiche. La vera sfida, tanto per noi quanto per gli Stati Uniti, si chiama Cina”, spiega Carlo Fidanza, capodelegazione al Pe e vicepresidente dell’Ecr Party, in una conversazione con Formiche.net proprio da Washington. Per farlo, aggiunge, è necessario rafforzare la cooperazione industriale, stabilizzare le relazioni commerciali riducendo le tensioni, lavorare insieme per porre fine alle crisi geopolitiche

È stata coraggiosa la scelta da parte dei conservatori europei di Ecr di organizzare la direzione del partito a Washington, nel bel mezzo di un’intensa dialettica fra Stati Uniti e Unione europea. Ma agli eredi di Margareth Thatcher non manca certo l’ambizione di un’asticella ogni anno più alta, per cui in questi giorni (presenti gli italiani Carlo Fidanza e Antonella Sberna) accanto ai tavoli tecnici sui dossier maggiormente impattanti per il futuro del vecchio continente, ecco spiccare un disegno sul futuro dell’Ue. Ovvero come le ricette dei conservatori potranno consentire di compiere dei passi avanti, di sanare ferite del recente passato, come il green deal, di mettere ordine nelle priorità europee (come l’immigrazione e la maggioranza Giorgia), di proporre le basi per una riforma in seno alla Nato, nella consapevolezza che la partita che tocca le materie critiche è davvero strategica. Formiche.net ha raggiunto telefonicamente a Washington Carlo Fidanza, capodelegazione di Fratelli d’Italia al Parlamento europeo e vicepresidente esecutivo del Partito dei Conservatori e dei Riformisti Europei (Ecr Party), che promette: “La deindustrializzazione del continente non è una prospettiva che possiamo accettare. Faremo di tutto per impedirla”.