L'esperto: "La recente attenzione internazionale sul tema dell'accesso ai modelli di Ai più avanzati rappresenta un'occasione per riflettere"
"Negli ultimi anni il dibattito sulla sovranità digitale si è concentrato prevalentemente sul tema della localizzazione e della protezione dei dati. È stata una discussione necessaria, che ha accompagnato l'evoluzione delle normative europee e la crescente attenzione verso la tutela delle informazioni personali e strategiche. Oggi, tuttavia, l'accelerazione impressa dall'intelligenza artificiale e dalla crescente dipendenza da infrastrutture digitali globali impone di ampliare lo sguardo. La recente attenzione internazionale sul tema dell'accesso ai modelli di intelligenza artificiale più avanzati rappresenta infatti un'occasione per riflettere su una questione più ampia che riguarda il rapporto tra innovazione, autonomia strategica e resilienza dei servizi digitali. La trasformazione digitale degli ultimi vent'anni ha prodotto benefici straordinari. Servizi più efficienti, maggiore interoperabilità, capacità di elaborazione praticamente illimitate e un livello di innovazione che nessun singolo attore pubblico o privato avrebbe potuto sviluppare autonomamente. In questo contesto, il cloud computing e le piattaforme digitali globali hanno svolto un ruolo fondamentale nel democratizzare l'accesso alle tecnologie più avanzate". Sono le parole di Davide D’Amico, ingegnere esperto di tecnologie digitali, Direttore generale per l’innovazione digitale la semplificazione e la statistica del Ministero dell’istruzione e del merito, sul tema dell'Intelligenza artificiale.












