Stop all’estensione del divieto di telefonate commerciali all’ambito delle telecomunicazioni. Verrà infatti modificato, nel passaggio odierno alla Camera, il cosiddetto decreto Carburanti ter che, oltre a recare disposizioni urgenti in materia di prezzi petroliferi connessi al protrarsi della crisi dei mercati internazionali, prevede anchela norma sul telemarketing selvaggio, che per l’appunto mette sullo stesso piano le iniziative commerciali per l’energia e il gas e quelle delle Tlc, ampliando di fatto il raggio deldecreto Bollette introdotto ad aprile. La norma era stata approvata il 10 giugno come emendamento al decreto Accise ter in Commissione Finanze al Senato. Ma ora si va verso il nulla di fatto, a causa del fatto che gli emendamenti in questione sarebbero “esorbitanti”, quindi fuori contesto, rispetto al tema centrale del decreto.Gli emendamenti soppressivi della maggioranzaLa maggioranza ha infatti annunciato la presentazione di quattro emendamenti soppressivi al decreto, attualmente all’esame dell’aula della Camera e già approvato dal Senato. In particolare, una proposta di modifica mira a eliminare l’estensione del divieto di telemarketing aggressivo, introdotto nel decreto Bollette, anche alle Tlc.La maggioranza aveva provato ad inserire la misura anche nel precedente decreto Accise, ma era stata poi ritirata per estraneità di materia e sempre perché estranei all’oggetto del decreto, dopo alcune interlocuzioni con gli uffici legislativi del Quirinale, la maggioranza avrebbe deciso di procedere con i soppressivi.Il provvedimento tornerà dunque per la terza lettura a palazzo Madama. Il testo deve essere convertito in legge, pena la decadenza, entro il prossimo 29 giugno.L’iter del provvedimentoDecade così un emendamento i cui primi firmatari, i senatori della Lega Massimo Garavaglia e Giorgio Maria Bergesio, descrivevano come “un segnale importante a tutela dei cittadini, spesso bersaglio di telefonate invasive e ingannevoli”. Ma la misura aveva incontrato un largo consenso anche tra le associazioni dei consumatori e nel mondo degli operatori Tlc, che vedevano in questo intervento la correzione di un’asimmetria che rischiava di introdurre discipline differenti in mercati sempre più integrati.Sul tema, a maggio c’era stata un’interrogazione al ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso da parte dei senatori del Partito Democratico Cristina Tajani, Antonio Nicita e Antonio Misiani, che chiedevano al governo di intervenire per correggere gli effetti del decreto Bollette sulla vendita telefonica di servizi energetici.Secondo i firmatari dell’interrogazione la norma nella sua forma originaria produceva un effetto distorsivo nel mercato delle offerte multiutility: le compagnie di telecomunicazioni che offrono anche servizi energetici non possono contattare i propri clienti telefonia o connettività per proporre loro luce e gas. Gli operatori energetici, al contrario, mantengono la possibilità di fare cross selling verso i propri clienti energia per offrire servizi di connettività e telecomunicazione.Da qui l’evidenza di un’asimmetria competitiva: soggetti che competono sugli stessi clienti, spesso attraverso canali commerciali analoghi e con pacchetti convergenti, vengono sottoposti a regole diverse. La stretta colpisce il canale di acquisizione degli operatori che arrivano all’energia da altri settori, mentre lascia intatto il vantaggio degli incumbent energetici che dispongono già di una base clienti luce e gas. La questione, spiegavano i senatori nell’interrogazione, non riguarda la necessità di contrastare le pratiche aggressive, ma il modo in cui il divieto viene applicato.La posizione delle associazioni dei consumatoriCome detto, l’emendamento aveva riscosso l’approvazione delle associazioni dei consumatori: per il Codacons “ora finalmente le tutele previste per l’energia elettrica ed il gas si estenderanno anche al settore delle Tlc, mentre si attendono i provvedimenti di Agcom e Garante Privacy per rendere pienamente operative tutte le misure previste dal Decreto bollette e che scatteranno il prossimo 19 giugno”.Anche per l’Unc si trattava di “un’ottima notizia”. In particolare Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, aveva dichiarato che “gli italiani sono arcistufi di ricevere telefonate moleste negli orari meno opportuni. Ben venga, quindi, l’estensione alla telefonia del divieto di telefonate commerciali non richieste, già previsto per i contratti di energia elettrica e gas. Anche se la materia è meno complessa rispetto all’energia, dove è impossibile nell’arco di una chiamata avere un quadro adeguato per una scelta consapevole, si tratta di un giro di vite sacrosanto”.
Telemarketing selvaggio, eliminato il divieto anche per le Tlc
La maggioranza ha annunciato la presentazione di quattro emendamenti soppressivi al cosiddetto decreto Carburanti ter.















