Siamo a una svolta – o forse all’ennesimo capitolo – della guerra al telemarketing selvaggio. La Commissione Finanze del Senato ha approvato un emendamento della Lega al decreto Accise (quello sul prezzo dei carburanti, per intenderci) che estende anche alle offerte legate alle telecomunicazioni. Un adeguamento normativo che arriva dopo settimane di fuoco, ma che ha rischiato fino all'ultimo secondo di trasformarsi nell'ennesimo danno nei confronti dei cittadini.Il “bug” della discordia e la guerra asimmetricaPer capire perché questo voto sia cruciale, bisogna fare un passo indietro. Il governo Meloni aveva provato a risolvere l'annosa questione delle chiamate moleste con il decreto Bollette, vietando i contatti commerciali per la vendita di luce e gas senza un precedente consenso esplicito e documentabile dell’utente.Oggi il mercato è fluido: chi vi porta la fibra a casa vi accende anche la luce, e viceversa. Multiutility dell’energia e operatori telco vendono gli stessi pacchetti "tutto compreso". Il decreto Bollette, però, ha di fatto “bloccato” solo le offerte energetiche. Il risultato? Un'asimmetria di mercato mostruosa: le compagnie telefoniche non possono più chiamare i clienti per proporre contratti luce e gas, mentre i colossi dell'energia possono bombardare gli utenti per vendere abbonamenti internet e telefonia. Non solo: nel settore energetico continua il pressing asfissiante che scatta quando un cliente prova a migrare verso un concorrente mentre nelle telecomunicazioni, questo “corteggiamento” aggressivo è vietato da tempo.Dalle promesse ai fatti (passando per il Senato)La rabbia del settore era esplosa a maggio, quando nel decreto fiscale l'esecutivo aveva promesso una correzione, salvo poi ritirarla e sostituirla con un vago "atto di indirizzo". Il caso era poi rimbalzato ufficialmente in aula con un’interrogazione parlamentare firmata dai senatori del Pd (Tajani, Nicita e Misiani) indirizzata al ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, in cui si chiedeva un immediato intervento per risolvere la situazione.Oggi la Lega rivendica il colpo di spugna: "È un segnale importante a tutela dei cittadini. Continueremo a lavorare per garantire regole più efficaci contro le molestie commerciali", hanno dichiarato i senatori del Carroccio Massimo Garavaglia e Giorgio Maria Bergesio.La fine del telemarketing? Lo scopriremo il 19 giugnoL'allargamento del divieto alla telefonia è stato accolto con un sospiro di sollievo dal fronte dei consumatori. "Un'ottima notizia, gli italiani sono arcistufi di ricevere telefonate moleste negli orari meno opportuni", ha commentato Massimiliano Dona, presidente dell'Unione nazionale consumatori (Unc). Secondo Dona, sebbene la telefonia sia meno complessa del settore energetico – dove è praticamente impossibile fare una scelta consapevole nell'arco di una singola chiamata – si tratta di un "giro di vite sacrosanto". Il presidente dell'Unc ha però sollevato anche una questione di metodo squisitamente politica, puntando il dito sul veicolo normativo usato per sanare l'asimmetria: "Certo non si può dire che la materia sia attinente ad un decreto legge sulle accise", ha sottolineato Dona, aggiungendo che “se il Parlamento è oramai privato delle sue competenze in materia legislativa e costretto quasi soltanto a ratificare i provvedimenti d'urgenza del Governo, allora si tratta di legittima difesa”.Tutto è bene quel che finisce bene? Non proprio. A rovinare la festa ai banchi della maggioranza ci ha pensato il Codacons, che ha sollevato il velo su un “retroscena opaco” della mattinata in Commissione.Secondo l'associazione dei consumatori, parallelamente all'estensione della stretta alle offerte telco, è stato "sventato un vero e proprio blitz". Era infatti spuntato un emendamento “incomprensibile” dell'ultimo minuto che avrebbe ridotto le tutele complessive per gli utenti, un "pericoloso passo indietro" che fortunatamente, evidenzia il Codacons, non è stato messo ai voti.Ora la palla passa alle autorità tecniche. Mentre lo scudo per i consumatori si allarga sulla carta a tutti i fronti commerciali (energia e Tlc), il mercato attende i provvedimenti attuativi di Agcom e del Garante della Privacy. La data cerchiata sul calendario è il 19 giugno 2026, giorno in cui le misure del decreto Bollette diventeranno operative. Resta da capire se per quella data i call center avranno finalmente trovato un altro "buco" nella rete o se gli smartphone degli italiani troveranno, finalmente, un po' di pace.
Telemarketing, stop alle telefonate selvagge anche per internet e telefono
Un emendamento al decreto Accise estende il divieto di chiamate commerciali senza consenso anche alle offerte di telecomunicazioni. Ma ora servono i provvedimenti di Agcom e Garante Privacy








