Estendere il “nuovo” divieto di telemarketing aggressivo anche alle società di telecomunicazioni, oltre a quelle di energia e gas. Aggiungendo, però, che se un cliente dà il consenso per ricevere «proposte commerciali relative a forniture di beni, prodotti o servizi offerti» allora dà anche il “permesso” agli operatori di contattarlo. È ciò che prevede il riformulato dell’emendamento bipartisan al decreto fiscale, ora all’esame della commissione Finanze in Senato. La votazione sul testo è prevista nella giornata di mercoledì 13 maggio.
Estendere il divieto di telemarketing aggressivo
Il correttivo propone di estendere anche alle telecomunicazioni i vincoli che, con il decreto bollette, sono stati applicati al telemarketing solo per il settore dell’energia elettrica e del gas. «Al fine di rafforzare la tutela dei clienti finali domestici e il loro diritto di scelta delle condizioni economiche - si legge nel Codice del consumo, cioè il Dlgs 6 settembre 2005, n. 206 - è vietato effettuare sollecitazioni commerciali per telefono, anche mediante l’invio di messaggi a consumatori, finalizzate alla proposta o alla conclusione di contratti di fornitura di energia elettrica e gas». A questi ultimi, si legge nel testo dell’emendamento, si andrebbero ad aggiungere i «servizi di telecomunicazioni».






