Sfuma l'emendamento riformulato dal governo al decreto fiscale che estendeva alle società di telecomunicazioni il divieto di telemarketing selvaggio (oggi previsto per i contratti di energia elettrica e gas).

Non ha convinto le opposizioni e in più, non essendo attinente - per materia - al resto del provvedimento, rischiava di incorrere nei rilievi del Quirinale. Il presidente della commissione Finanze del Senato, il leghista Massimo Garavaglia, nel confermare le osservazioni del Colle, aveva spiegato che potevano essere superate con l'unanimità.

Cercata ma mai raggiunta in commissione. Quella dell'unanimità "è una prassi da sempre utilizzata e non ci si riferisce, né ci si potrebbe riferire, a indicazioni di altre istituzioni", ha precisato il sottosegretario all'Economia Federico Freni. La norma si trasformerà in un ordine del giorno di maggioranza al dl fiscale e, come annunciato dalla relatrice di FdI, sarà riproposta nel primo provvedimento utile.

Il decreto arriva, dunque, nell'Aula del Senato in mattinata dopo una giornata di tensione in Commissione sul nodo telemarketing. "Siccome è un tema oggettivamente non omogeneo, onde evitare questioni con il Quirinale se c'è unanimità dei gruppi lo facciamo - aveva spiegato nel primo pomeriggio Garavaglia -. Se, invece, alcuni gruppi preferiscono che la gente sia molestata al telefono, vuol dire che non lo faremo".