Il decreto fiscale si appresta ad entrare nel vivo dell'esame in Parlamento.
Domani inizia il voto in commissione al Senato e l'obiettivo è di chiudere in fretta con l'approdo in Aula già calendarizzato per martedì pomeriggio, anche se non si esclude uno slittamento a giovedì.
I lavori della commissione Finanze di Palazzo Madama ripartiranno dalle oltre 400 proposte di modifica rimaste sul tavolo (dai 540 emendamenti iniziali sfoltiti con le improponibilità). C'è attesa in particolare per capire il destino del ricco pacchetto della Lega per estendere la rottamazione quater e la quinquies: si chiede la riapertura della quater per chi ha mancato le rate di novembre e febbraio, l'estensione della quinquies agli accertati e alle cartelle dei Comuni e dalle Casse di previdenza, la possibilità anche per la quinquies di avere i 5 giorni di tolleranza sulla scadenza delle rate. La Lega propone anche destinae 30 milioni ad un credito d'imposta per le imprese energivore.
Forza Italia invece torna a chiedere - dopo il tentativo fatto in manovra da Claudio Lotito - una riduzione delle sanzioni ai datori di lavoro che non pagano contributi e premi per i lavoratori. L'emendamento, inizialmente dichiarato improponibile, è stato successivamente riammesso, mandando su tutte le furie il Pd, che promette "battaglia" in commissione e in Aula, parlando di "un segnale devastante e un'offesa ai lavoratori e alle imprese oneste".







