Pubblicato il: 17/06/2026 – 12:50

di Giorgio Curcio

LAMEZIA TERME Colori, simboli, memoria antica e sguardo contemporaneo. La 15esima edizione di Trame, inaugurata ieri a Lamezia Terme, entra anche nei luoghi della cultura e della città con un percorso espositivo che accompagna l’intera manifestazione e ne amplia il messaggio civile. Tra le mostre al centro del programma c’è “Vedere la Democrazia. L’eredità dell’antico tra testimonianze classiche e creazioni contemporanee”, progetto realizzato dal Museo Archeologico Lametino in collaborazione con Fondazione Trame ETS e arricchito da un’installazione site-specific dell’artista calabrese Massimo Sirelli.

L’esposizione, inserita nel programma “Trame per il Patrimonio”, è un omaggio all’80esimo anniversario dell’Assemblea Costituente e resterà visitabile fino al 22 novembre. Un progetto che mette in dialogo reperti, simboli, linguaggi artistici contemporanei e riflessione sui diritti. Al centro, il tema scelto da Trame.15: “Terra e libertà”.

A spiegare il senso del percorso è Simona Bruni del Museo Archeologico Lametino: «È una mostra che è già nel titolo: vedere la democrazia attraverso le testimonianze e i tesori del passato per una visione contemporanea». Il museo, sottolinea, si inserisce «in questa riflessione, in questo anniversario di Trame che sono 15 anni, 5 anni di nostra collaborazione e il primo anno in cui insieme abbiamo istituito la sezione permanente di Trame per il patrimonio». Il cuore della mostra è un reperto già esposto nella collezione del museo, ma che in questa occasione viene posto al centro della narrazione: una tessera elettorale per le cariche politiche. Un oggetto antico che diventa chiave per riflettere sul presente, sulla responsabilità civica, sui diritti e sulla partecipazione democratica. «Quest’anno era terra e libertà, la democrazia, i diritti. Noi abbiamo un reperto esposto in collezione, ma questa volta accendiamo tutti i fari: è una tessera elettorale per le cariche politiche. La responsabilità, i diritti, le riflessioni». Da qui l’idea del museo non soltanto come luogo di conservazione, ma come spazio vivo, attraversato dalle domande del presente. «Il museo diventa uno spazio civico di riflessione dall’antico, ma con una catapulta direttamente sulle contemporaneità, su quello che noi oggi viviamo», dice Bruni. Un luogo che guarda al passato per parlare al presente: «Questo vogliamo essere, spazio contemporaneo ricordando tutto quello che viene dall’antico, valorizzazione del patrimonio per una partecipazione attiva e civica».