Octopus Energy Italia ci spiega come sta trasformando la flessibilità da un concetto per addetti ai lavori ad un valore concreto per il suo primo milioni di clienti: dalla ricarica dell’auto elettrica guidata dall'Intelligent Octopus alla nuova iniziativa Power Up
di
Paolo Centofanti
La rete elettrica sta cambiando. La crescente quota di fonti rinnovabili nel mix energetico italiano, come in altre parti del mondo, sta ponendo nuove sfide tecnologiche nel gestire un’infrastruttura che è nata in un mondo molto diverso da quello di oggi. Le fonti rinnovabili, solare ed eolico in particolare, sono variabili per natura, e mantenere il bilanciamento della rete elettrica richiede nuovi approcci. Le rinnovabili pongono sfide certamente complesse, ma anche grandi opportunità, specialmente in un paese come l’Italia dove c’è un cronico problema di costi dell’energia. Il tema è quello della cosiddetta flessibilità energetica, la capacità cioè di spostare i consumi quando c’è più abbondanza di energia a basso costo e quando la rete elettrica lo richiede per mantenere il proprio bilanciamento. Octopus Energy è tra gli operatori del settore energetico più attivi sul tema della flessibilità: in UK ha già attivato diverse soluzioni che consentono ai consumatori di partecipare al bilanciamento della rete, ottenendone anche dei benefici economici. Ora la flessibilità si affaccia anche sul mercato italiano, dove Octopus Energy Italia, tagliato il traguardo del milione di utenze, comincia ad avere la massa critica per farsi sentire.Da alcuni mesi è ad esempio disponibile per tutti gli utenti Octopus in Italia la funzione Intelligent Octopus, un sistema automatizzato che consente ai possessori di auto elettriche che ricaricano la propria auto a casa, di mettere a disposizione della rete elettrica la batteria della propria auto: l’utente imposta i propri obiettivi di ricarica - come percentuale di carica desiderata e orario in cui deve essere raggiunta -, e al resto ci pensa Octopus, che tramite la piattaforma Kraken crea un programma di ricarica dell’auto sulla base dell’andamento del costo e quindi della disponibilità dell’energia nel corso della giornata. A fine mese, l’utente è premiato con un bonus in bolletta. Non è l’unica iniziativa lanciata da Octopus in Italia. Dopo gli Energy Break dello scorso autunno, da alcune settimane Octopus ha avviato i Power Up: quando sono attesi picchi di abbondanza di energia rinnovabile, Octopus invia una notifica ai clienti invitandoli a consumare quanto più possibile nelle fasce orarie indicate. L’energia in eccesso così consumata rispetto alla propria media viene anche in questo caso trasformata a fine mese in un bonus in bolletta.Per approfondire il tema e il funzionamento di Intelligent Octopus, Octopus Energy ci ha invitati presso la sua sede di Ascoli Piceno, dove abbiamo potuto assistere ad una demo e scoprire come funziona dietro le quinte.Il quartier generale di Octopus Energy Italia di Ascoli Piceno.Che cos’è Intelligent OctopusIntelligent Octopus è una tecnologia che consente di controllare dinamicamente i consumi di alcune tipologie di dispositivi collegati alla rete elettrica. In Italia, Octopus Energy è partita con le auto elettriche, ma la stessa tecnologia di base può essere applicata a sistemi di accumulo domestico (le batterie per gli impianti fotovoltaici per intenderci), pompe di calore e, potenzialmente, a ogni altro tipo di elettrodomestico controllabile via internet. L’idea alla base è molto semplice: ottimizzare automaticamente i consumi in modo da spostarli nei momenti in cui l’energia costa meno, che tipicamente corrispondono a quando sulla rete c’è più abbondanza di energia. Per un fornitore di energia elettrica, poter contare su un parco di batterie capienti come quelle delle auto elettriche connesse alla sua rete, significa poter partecipare al bilanciamento della rete elettrica con una sorta di mega batteria distribuita sul territorio, e poter essere per questo retribuita dal gestore della rete di trasporto. Se c’è un picco di produzione da fonti rinnovabili in un periodo di bassi consumi, tecnologie come Intelligent Octopus consentono di non sprecare energia che altrimenti andrebbe “buttata” e di evitare che il prezzo sul mercato dell'energia scenda sotto zero (in Italia ciò non è ancora possibile, ma altrove succede).Ma concretamente come funziona? L’utente che vuole attivare Intelligent Octopus deve innanzitutto possedere un’auto elettrica o una wallbox compatibili. Per motivi che vedremo tra pochissimo, per sfruttare al meglio il sistema, la prima soluzione è quella ideale. Octopus supporta già un buon numero di marchi: Audi, BMW, Cupra, Ford, Mini, Nissan Ariya, Polestar, Porsche, Skoda, Seat, Tesla e Volkswagen. L’utente deve aver attivato la connettività della propria auto (alcuni brand richiedono un abbonamento) e nel luogo dove avviene la ricarica ci deve essere copertura. Sul fronte delle wallbox, al momento Octopus supporta i modelli Pulsar di Wallbox e la V2C Trydan. Come per le auto, anche le wallbox devono essere collegate a Internet.Il setup iniziale del sistema è piuttosto semplice: basta entrare nella sezione dispositivi dell’app Octopus, selezionare il modello della propria auto e della wallbox. A questo punto l’app richiederà l’accesso alla propria auto attraverso le credenziali dei relativi servizi di connettività, così da consentire a Octopus di collegarsi alla vettura. Nel caso di Tesla, sarà anche necessario generare una chiave virtuale da assegnare a Octopus per poter accedere al controllo della ricarica dell’auto.Una volta associata la propria auto alla propria utenza Octopus il gioco è fatto. Dall’app Octopus l’utente non deve fare altre che specificare quando vuole trovare l’auto carica e con quale percentuale di carica della batteria. Una volta collegata l’auto alla presa, Intelligent Octopus leggerà in tempo reale lo stato di carica della batteria della vettura attraverso le API della casa automobilistica e, sulla base degli obiettivi impostati dall’utente, costruirà una strategia di ricarica ottimizzata sulla base dell’andamento del costo dell’energia e gestirà automaticamente le sessioni di ricarica. L’unica accortezza richiesta all’utente è quella di disattivare ogni programmazione di ricarica lato auto. È possibile sempre regolare la potenza assorbita dal proprio veicolo (e Intelligent Octopus si adatterà di conseguenza), ma non ci devono essere attivi timer per l’inizio e fine della ricarica. Se si utilizza solo una wallbox compatibile, in questo caso Intelligent Octopus non è in grado di conoscere l’effettivo stato di carica della batteria, e l’utente dovrà specificare come obiettivo quanta percentuale di carica in più vuole aggiungere all’auto.È importante qui sottolineare due aspetti. Anche se lo spirito guida dell’algoritmo è quello di sfruttare l’abbondanza di energia a basso costo, le priorità dell’utente vengono per prime, per cui Intelligent Octopus lavorerà sempre nella direzione di assicurare il raggiungimento dell’obiettivo di ricarica prefissato. In secondo luogo, il sistema è assolutamente flessibile: c’è un’urgenza e devo caricare più in fretta? Basta premere sul tasto “Ricarica adesso” e l’Intelligent Octopus si farà da parte per caricare l’auto normalmente. A fine mese, i consumi legati alla ricarica dell’auto effettivamente gestiti da Intelligent Octopus verranno scontati in bolletta (nel momento in cui scriviamo con un bonus del 30% sul costo della materia energia).Alla base c’è KrakenOctopus ci ha permesso di dare uno sguardo anche dietro le quinte di Intelligent Octopus, per capire meglio come funziona. Alla base c’è Kraken, la piattaforma software sviluppata dal gruppo Octopus (di cui vi avevamo raccontato in questo approfondimento) e che ora è diventata un’azienda a parte. Attraverso le API della piattaforma del veicolo, Intelligent Octopus non controlla solo l’avvio e l’arresto della sessione di carica, ma legge lo stato di carica della batteria, la potenza assorbita, nonché la posizione dell’auto. Quest’ultima informazione viene utilizzata unicamente all’avvio della sessione di ricarica per confermare che l’auto sia connessa effettivamente all’indirizzo dell’utenza Octopus.Il sistema vede quando l’auto è connessa alla presa di casa, legge dati come lo stato di carica della batteria, la carica massima impostata dall’utente, la potenza assorbita, la potenza massima del contatore. Attualmente Intelligent Octopus è impostato per utilizzare come dato per guidare l’algoritmo l’andamento previsto del PUN per il giorno dopo così come indicato dal gestore del mercato elettrico (GME), per cui la programmazione della ricarica segue l’andamento del costo dell’energia nel corso della giornata. Dal backend è possibile vedere per ciascun dispositivo collegato a Intelligent Octopus l’andamento dei consumi, tutti i dati relativi alle sessioni di ricarica ed “eventi” che vanno da quando l’auto viene collegata, all’ottimizzazione della programmazione, fino ad eventuali anomalie. nell’esempio sopra è possibile vedere il dettaglio di una sessione di ricarica tramite Intelligent Octopus. Il sistema, quando elabora la programmazione delle sessioni di ricarica, imposta un andamento atteso della ricarica della batteria e se per qualsiasi ragione la potenza assorbita è diversa, ad esempio perché sulla rete di casa c’è un controllo dei carichi o l’utente ha limitato la potenza di ricarica, l’algoritmo è in grado di adattarsi dinamicamente, rivedendo la programmazione iniziale. Per l’utente ciò è completamente trasparente, il tutto avviene dietro le quinte senza che si debba preoccupare di questi meccanismi. E come detto, in ogni caso l’algoritmo ha come obiettivo prioritario quello di caricare l’auto secondo quando definito dall’utente.L’auto elettrica è solo l’inizio: con i Power Up l’energia costa meno se si consuma di piùOggi, in Italia, Intelligent Octopus funziona solo con l’auto elettrica e in maniera monodirezionale: il sistema controlla solo l’assorbimento di energia da parte dell’auto. Il prossimo passo è naturalmente quello di rendere bidirezionale questo processo, il cosiddetto V2G o vehicle to grid, quindi la possibilità di effettuare anche l’opposto, prelevare cioè energia dalla batteria dell’auto quando sulla rete c’è un picco di domanda. In attesa che ciò diventi realtà, Octopus Energy ha lanciato in Italia prima gli Energy Break e da poche settimane i Power Up, coinvolgendo direttamente i propri clienti per spostare i loro consumi quando l’energia è più abbondante e costa meno. Per i Power Up il funzionamento è semplice: quando è previsto un picco di produzione di energia rinnovabile, Octopus manda una comunicazione via mail ai propri utenti, segnalando che i consumi superiori alla media delle ultime quattro settimane in una determinata fascia oraria saranno scontati in bolletta. Negli esperimenti fin qui fatti, sono state individuate delle fasce massimo di due ore, in cui però un utente può approfittare per avviare lavatrice, lavastoviglie, forno, caricare l’auto, e chi più ne ha più ne metta.Qualche giorno dopo, il cliente riceve un report con i risultati del suo contributo e l’energia in più consumata. Chiaramente per il singolo utente, a seconda anche della potenza impegnata dalla sua utenza, il guadagno economico è per lo più simbolico. Ma per l’operatore, sommando tutti i contributi, significa spostare in modo importante la domanda di energia là dove serve. Per Octopus la cosa più importante in questa fase è educare gli utenti da una parte, e dimostrare dall'altra che la flessibilità può essere già oggi non solo materia per gli addetti ai lavori ma qualcosa che, se approcciata nel modo giusto, può essere portata ai clienti finali. “Sia gli Energy Break sia Power Up hanno avuto una forte componente di coinvolgimento, non solo misurabile in kWh aumentati o diminuiti, ma anche proprio nella quantità di email, commenti e recensioni che abbiamo ricevuto” ci spiega Giorgio Tommassetti, CEO di Octopus Energy Italia. "E quindi questo è un messaggio che siamo riusciti a semplificare talmente tanto che le persone hanno risposto molto bene. Nel caso dei Power UP abbiamo fatto più di quattro eventi, e questo dimostra anche che la flessibilità domestica, come viene definita dai tecnici, funziona su larga scala e funziona in modo prevedibile, certamente probabilistico, ma prevedibile e che le persone hanno voglia sia di partecipare che di contribuire al bilanciamento della della rete. E spostare i consumi diventa importante, perché in un sistema rinnovabile l'intermittenza deve essere trasformata in un vantaggio per il consumatore e quindi quando c'è abbondanza di energia rinnovabile il consumatore dovrebbe avere un vantaggio economico a consumare e quando c'è minore quota rinnovabile o maggiore picco di consumo, dovrebbe avere un vantaggio economico a non consumare o consumare meno”.Intelligent Octopus in futuro controllerà non solo la ricarica dell’auto elettrica, ma anche accumulo statico e pompa di calore. In tutto il mondo, Intelligent Octopus controlla già oltre 400.000 dispositivi connessi.Nei prossimi giorni, Octopus pubblicherà i risultati dei primi Power Up, con un white paper che farà da base anche per proseguire i colloqui in corso con Terna per rendere la “flessibilità domestica” parte integrante del sistema elettrico italiano. Il punto di arrivo di Intelligent Octopus è seguire non semplicemente il prezzo dell’energia, ma la reale necessità di bilanciamento della rete, tanto più che al momento in Italia non c’è ancora un vero e proprio prezzo zonale per l’energia. "È importante che chi gestisce la rete oggi esca dal guscio che si è creato negli anni, inizi a dialogare con chi poi ha una relazione con i consumatori, perché nel momento di stress della rete non si può chiamare sempre la centrale termoelettrica o a carbone come si faceva una volta; non solo perché è estremamente costoso, ma perché non risolverà mai il problema di un sistema intermittente, delocalizzato e rinnovabile” ci ha spiegato ancora Tomassetti in un’intervista che pubblicheremo a breve integralmente. “Quindi il cambio culturale necessario oggi è che chi gestisce la rete deve realizzare che esistono delle compagnie energetiche che hanno una relazione con i consumatori e i consumatori sono tanti. Abbiamo 30 milioni di contatori intelligenti in Italia, possiamo tranquillamente andare a intervenire dove serve, quando serve, però la rete deve iniziare a dialogare e quindi dire 'signori, domani io su su Milano vedo un problema alle 15:00, mi potete aiutare? Se mi aiutate sono disposto a dare delle risorse economiche perché questo è il mio lavoro' e noi come compagnia energetica siamo assolutamente contenti e disposti di dare risorse economiche al consumatore finale come incentivo”.








