Arrivano nelle città i servizi locali di flessibilità. Che cosa sono? Modulazioni della potenza scambiata con la rete elettrica da parte di un soggetto connesso alla stessa. Chi ha un impianto solare sul tetto, magari con accumulo, un sistema di ricarica dell’auto elettrica, una pompa di calore ma anche i propri semplici elettrodomestici - coordinandone il funzionamento, a partire dall’orario in cui programmare la lavatrice - può contribuire all’aumento o alla diminuzione della potenza immessa in rete e all’aumento o diminuzione della potenza assorbita.

L’equilibrio della rete

Perché è importante? Perché nel sistema elettrico stanno penetrando sempre di più produzioni di energia da fonte rinnovabile, e quindi non programmabile, soprattutto solare. Questo vuol dire che ci sarà tanta offerta durante il giorno, cioè quando c’è sole e funzionano tutti i pannelli connessi. E poiché la rete deve essere in equilibrio, uguagliando la quantità di energia offerta con quella richiesta, è importante concentrare la domanda nei momenti in cui c’è maggior produzione. Altrimenti il gestore di rete è costretto a spegnere alcuni impianti per evitare il disequilibrio. Si sta lavorando per evitare questa eventualità, con i sistemi di accumulo a batteria, in grado di assorbire energia nei momenti di sovraproduzione per poi rilasciarla quando richiesta. Ma la prima ondata di impianti - remunerati attraverso l’asta Macse di Terna che si è tenuta l’anno scorso - non sarà pronta prima del 2028.