La resilienza delle reti elettriche è oggi un tema strategico per lo sviluppo delle rinnovabili. Le nuove fonti, per loro natura intermittenti, richiedono infrastrutture in grado di bilanciare costantemente offerta e domanda di energia. La transizione energetica, senza un adeguato ammodernamento della rete, rischia di generare instabilità. A sostenere la sicurezza del sistema arrivano oggi le smart grid, reti elettriche digitali e intelligenti che rappresentano un vero cambio di paradigma. In Italia, la trasformazione è già in corso: il Paese è tra i più avanzati in Europa nei progetti di digitalizzazione e automazione della rete, anche grazie agli investimenti delle aziende del settore. Le stime di Teha prevedono che la sola rete di distribuzione richiederà circa 6 miliardi di euro l’anno per il prossimo decennio, risorse che potranno generare rilevanti impatti diretti, indiretti e indotti sull’economia nazionale.
Secondo E-Distribuzione - società che fa parte di Enel, il gruppo guidato da Flavio Cattaneo – oggi sono connessi alla rete 1,9 milioni di produttori e prosumer, per oltre 45 GW di potenza complessivamente integrata. Solo nei primi mesi del 2025 sono state realizzate più di 140.000 nuove connessioni: numeri che collocano l’Italia ai vertici europei per capillarità e capacità di integrazione della generazione distribuita. È un passaggio cruciale, perché nei prossimi anni fino al 70% della nuova capacità rinnovabile dovrà essere accolta proprio dalle reti di distribuzione. Ma cosa rende “intelligente” una rete elettrica? Il concetto di smart grid unisce sensori, piattaforme digitali e algoritmi di intelligenza artificiale per gestire in tempo reale la variabilità della domanda e della produzione, riducendo i rischi di instabilità. I sensori – dai contatori intelligenti (smart meter) agli strumenti di misura sincrona – raccolgono dati su flussi di energia, tensioni e stato delle apparecchiature. Queste informazioni vengono elaborate da sistemi centrali e distribuiti, consentendo agli operatori di individuare guasti imminenti, prevenire interruzioni di fornitura e ottimizzare la manutenzione. La digitalizzazione consente inoltre di attivare nuovi servizi: bilanciamento dei carichi, risposta alla domanda (demand response), gestione predittiva delle rinnovabili. L’intelligenza artificiale, attraverso modelli di machine learning, elabora grandi quantità di dati per prevedere la produzione da solare o eolico, stimare i picchi di consumo e regolare automaticamente l’erogazione di energia.







