La crescita delle rinnovabili sta cambiando la struttura del sistema elettrico europeo e sposta sempre più l’attenzione sulle infrastrutture che rendono possibile questa trasformazione: le reti di trasmissione. In un sistema energetico dominato da fonti intermittenti come solare ed eolico, queste infrastrutture diventano decisive per garantire sicurezza del sistema, integrazione dei nuovi impianti e competitività dei mercati elettrici. Il quadro emerge dallo studio “Sicurezza e indipendenza energetica: la rete di trasmissione come leva per la competitività dell’Italia” – promosso da Teha Group in collaborazione con Terna e presentato a Roma il 6 marzo – che analizza l’evoluzione del sistema elettrico europeo e il ruolo crescente dei Transmission System Operator (Tso) nella gestione della transizione energetica.

Negli ultimi quindici anni, ricorda lo studio, il sistema elettrico globale è stato trasformato soprattutto dalla rapida riduzione dei costi delle tecnologie rinnovabili. Tra il 2010 e il 2024 il costo medio di produzione dell’energia da fotovoltaico è diminuito di circa il 90%, mentre quello dell’eolico è sceso del 70%, accelerando la diffusione delle fonti pulite e modificando il mix energetico in molte economie, a partire dall’Europa. Nel 2025 l’Ue ha raggiunto un passaggio storico: per la prima volta la generazione elettrica da solare ed eolico ha superato quella da combustibili fossili, con una quota del 30% contro il 29%. Nello stesso anno la produzione solare è cresciuta di 61 TWh (+20%), contribuendo a portare le rinnovabili al 48% del fabbisogno elettrico europeo. Anche in Italia la diffusione delle rinnovabili ha modificato la struttura del sistema elettrico. Negli ultimi quindici anni il numero di impianti solari ed eolici è cresciuto rispettivamente di oltre tredici e dodici volte, mentre la capacità installata ha raggiunto circa 43,5 gigawatt per il fotovoltaico e 13,5 gigawatt per l’eolico, grazie soprattutto al rapido calo dei costi delle tecnologie rinnovabili.