Milano, 29 ago. (askanews) – La scena è familiare: una sera qualsiasi, il condominio piomba nel buio per un blackout. Cancelli elettrici chiusi, frigoriferi fermi, ascensori bloccati. È in momenti come questo che un impianto fotovoltaico con accumulo e funzione di backup smette di sembrare un lusso tecnologico e diventa una scelta intelligente: l’energia prodotta e stoccata durante il giorno permette di ridurre i costi, di sfruttare l’energia prodotta dal sole anche quando non c’è e di abbattere le emissioni di CO2.
Il comparto condominiale rappresenta in Italia un’enorme riserva ancora inutilizzata: la maggior parte dei palazzi resta senza pannelli solari, frenata da burocrazia e litigi in assemblea. Eppure la posta in gioco non è solo economica. Con eventi climatici estremi e interruzioni di rete più frequenti, il fotovoltaico con accumulo diventa anche un investimento in sicurezza e continuità dei servizi.
“Il condominio ha interesse a utilizzare un sistema fotovoltaico con accumulo e con backup – spiega Raffaele Maffioli, Head of Engineering Department di SENEC – perché risolve tre problemi. Il primo quello di generarsi autonomamente l’energia elettrica. Il secondo la possibilità di utilizzare questa energia elettrica di sera accumulata nel sistema di accumulo durante il giorno. E il terzo è l’utilizzo del sistema di backup che permette di definire delle utenze privilegiate che possono avere energia elettrica direttamente dal fotovoltaico o dall’accumulo, nel momento in cui manca l’energia elettrica dalla rete”.






