Roma, 17 giugno 2026 – Garantire l'accesso all'acqua senza depauperare le falde acquifere è diventata la priorità ambientale del nostro decennio. In occasione della Giornata Mondiale contro la Siccità del 17 giugno, il dibattito europeo torna a focalizzarsi su una delle sfide climatiche più urgenti: la gestione e la preservazione della risorsa idrica.

I dati dell'Agenzia Europea per l'Ambiente

Secondo i dati elaborati dall'Agenzia Europea per l'Ambiente (EEA), il continente vive un complesso paradosso: nonostante l'efficientamento tecnologico abbia permesso di ridurre i prelievi idrici complessivi del 14% negli ultimi due decenni, l'estensione geografica delle aree in sofferenza non si è ridotta. Questo scenario rende improbabile un'inversione di tendenza entro il 2030, specialmente per l'Europa meridionale, identificata dai report sul clima continentale come l'epicentro assoluto del rischio idrico. Nello specifico, la scarsità d'acqua colpisce ogni anno circa il 30% della popolazione che vive in aree con stress idrico permanente e fino al 70% in aree con stress idrico stagionale estivo: una cifra che si aggira complessivamente sui 105 milioni di persone. Un quadro allarmante confermato anche dal recente rapporto European State of the Climate (ESOTC) di Copernicus, che evidenzia una criticità strutturale: nel Sud Europa il deficit di acqua sotterranea e di umidità del suolo si sta accumulando di anno in anno, rendendo spesso insufficienti le precipitazioni invernali e primaverili per compensare lo stress termico dei mesi più caldi.