Oltre un miliardo di metri cubi d’acqua entro il 2030 per reggere le sfide del futuro. Non solo la crisi idrica e il cambiamento climatico. A chiedere acqua è innanzitutto lo sviluppo economico della Puglia e del Sud: agricoltura, turismo, industria e data center. «È una battaglia che si può vincere ma ci vogliono programmazione e concretezza» spiega Luigi Decollanz, presidente di Acque del Sud.
Presidente Decollanz, addirittura un miliardo di metri cubi?
«Ci siamo dati come obiettivo il 2030: intendiamo raggiungere o superare quella quota. Si può fare. Ma bisogna mettere a terra tutti gli investimenti: una parte è in corso, un’altra è in coda. Non possiamo fare i lavori tutti insieme».
Quali sono i numeri al momento?
«Ci sono circa 65 milioni di stanziamenti già sul campo: stiamo rifacendo il manto di Monte Cotugno: con 15 milioni recupereremo 150 milioni di metri cubi d’acqua. Stiamo lavorando sul Pertusillo per altri 15 e ristrutturando per 30 milioni le traverse, cioè le infrastrutture che smistano l’acqua verso la diga. Poi ne abbiamo altri dieci in coda legati alla digitalizzazione dei processi di gestione e ancora abbiamo candidato altri 330-340 milioni di investimenti. Ne servirebbero 650-670 ma ci rendiamo conto delle difficoltà del governo. Ma noi insistiamo e le istituzioni ci sono vicine, sia quelle nazionali che quelle locali».








