Nel primo trimestre di quest’anno gli abbonamenti globali al 5G hanno superato la soglia dei 3 miliardi. Un numero destinato a crescere fino a quota 6,4 miliardi nel 2031 secondo l’ultimo “Ericsson Mobility Report”, che rivela come sia in corso una mutazione genetica profonda delle nostre infrastrutture digitali. Le reti mobili non servono più solo a "far navigare" gli smartphone: sono diventate il motore invisibile della trasformazione industriale e geopolitica guidata dall'Intelligenza Artificiale.

La svolta del "canale di ritorno"

Il primo segnale di questo cambio di paradigma arriva da un dato tecnico: la crescita del traffico in uplink (l'invio di dati dai dispositivi verso la rete) sta superando quella in downlink (il download) per la maggior parte degli operatori globali. Nello specifico, i rilevamenti effettuati da Ericsson su 55 provider mondiali mostrano come in ben 43 casi il tasso di crescita dei dati inviati sia superiore a quello dei dati scaricati, e in 17 casi sia addirittura di 1,5 volte più veloce.

Se oggi la spinta arriva dall'uso intensivo di app di collaborazione, cloud storage e condivisione di contenuti video, il futuro prossimo sarà dominato dall'IA. Secondo i modelli predittivi di Ericsson, i flussi di dati generati dall'intelligenza artificiale potrebbero far triplicare il traffico in uplink entro il 2031 rispetto ai livelli dello scorso anno.