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Un’altra giornata da maledetti laziali: solo brutte notizie come in un interminabile film polacco dall’epilogo scontato. Mercato a saldo zero, progetto Flaminio complicato e Lotito che fa?
È vicino all’acquisto della Reggina quasi non si curasse del dissenso di un’intera tifoseria. Il 31 maggio «Il Tempo» ha pubblicato la lettera firmata da Luigi Bisignani per interpretare il sentimento diffuso della gente preoccupata per l’evidente ridimensionamento del club. Il presidente è davanti a un bivio: «Scegliere se essere come Nerone, guardando tutto bruciare, oppure Cincinnato, il dittatore romano che, dopo aver salvato la città, ebbe la saggezza di tornare ai suoi campi», così spiegava Bisignani centrando il punto.
Parole semplici dirette al cuore del presidente che, però, sta continuando a sbagliare tutte le mosse quasi volesse alzare i toni dello scontro. Risultato? Boicottaggio confermato dei gruppi organizzati, stadio vuoto, 20 milioni di incasso in fumo. Il muro contro muro va avanti, Lotito non molla di un centimetro, continua la sua strada senza farsi condizionare dalle proteste degli odiati «clienti». Alla contestazione della maggioranza dei tifosi vanno aggiunti i soliti problemi di liquidità che hanno portato venerdì il club a ufficializzare che, a meno di interventi personali del numero uno della società o di cessioni dolorose di calciatori, il mercato estivo sarà a saldo zero. Un’altra spia accesa dopo la sessione bloccata nel 2025 e quella di gennaio chiusa con un attivo di 25 milioni grazie alle cessioni di Castellanos e Guendouzi.









