Bergamasca classe 1986, attrice e autrice, racconto ciò che conosco: teatro e musica. Attenta ascoltatrice e femminista.

«Io non sono così». Davanti ai temi del consenso, della violenza di genere o delle relazioni, è spesso da questa convinzione che si parte. Ma cosa succede quando quella distanza rassicurante tra sé e il problema si riduce? Quando invece di guardare agli altri si prova a guardare a sé stessi? Parte da qui «Tipico maschio italiano», il nuovo spettacolo di Lorenzo Maragoni che venerdì 19 giugno inaugura al Cineteatro Sorriso di Gorle la settima edizione di «Terre del Vescovado – Teatro Festival». Nato dall’unione tra Albanoarte Teatro ETS, che ne cura la direzione artistica, e l’Ente di Promozione Turistica Terre del Vescovado, il festival torna fino al 19 settembre con dodici appuntamenti ospitati nei comuni del territorio. Tra stand up, autobiografia e poesia, l’attore e autore Maragoni costruisce un racconto che è anche un’indagine. Prima ancora di arrivare sul palco, il progetto ha attraversato gruppi di autocoscienza maschile, associazioni ed esperti che da anni lavorano sul tema delle maschilità. Il punto di partenza è la fine di una storia d’amore. Quello di arrivo è una domanda più ampia: quanto i modelli culturali con cui gli uomini sono cresciuti continuano a influenzare il modo in cui vivono il desiderio, la gelosia, il controllo, il rifiuto e il consenso? Più che cercare risposte definitive, «Tipico maschio italiano» prova a mettere in discussione una certezza: quella di sentirsi l’eccezione. Ne abbiamo parlato con Lorenzo Maragoni.