Racconta che a teatro, oggi, non è facile trovare «una buona scrittura, e coraggio». Anche al cinema, «dove spesso le parti per donne più avanti con l’età non esistono» e «noi italiani siamo stati maestri citati anche dagli americani, con Fellini, Rossellini e Germi, ma oggi soffriamo un po’ la mancanza di grandi sceneggiature». Eppure Milvia Marigliano, signora delle scene italiane, ribalta e stravolge queste consuetudini una dopo l’altra. Perché a teatro torna in scena con «un testo coraggioso, un gioiello», dove interpreta una madre che con la figlia vive «una simbiosi malata, sono due ladrucce di una periferia lombarda ma ognuna ha un sogno»: la produzione del Teatro Nazionale di Genova Il raggio bianco, in prima nazionale mercoledì 6 e giovedì 7 agosto al festival di Borgio Verezzi e poi al Teatro Modena in cartellone per la prossima stagione, dal 21 febbraio. Mentre sul grande schermo, dopo una parte in Loro (e nella serie The young pope) è stata scelta ancora una volta da Paolo Sorrentino nel suo nuovo film La Grazia, che aprirà la Biennale del cinema a Venezia. «La scrittura di Sorrentino ti serve già le battute. La sua sola presenza sul set si porta dietro una bella tensione, un friccicore artistico».
Milvia Marigliano: “Il raggio bianco è un gioiello, il Teatro Nazionale ha avuto coraggio”
L’attrice al debutto a Borgio Verezzi con il testo di Sergio Pierattini. E arriverà presto nelle sale con il nuovo film di Paolo Sorrentino
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