Sergio Pierattini, vincitore del Premio Flaiano 2006, a distanza di anni trova le giuste alchimie per portare in scena “Il raggio bianco”, oggi godibilissima pièce diretta da Arturo Cirillo. Scritto appositamente per Milvia Marigliano, cui spetta il ruolo della Madre, il testo è ritmato da una scrittura lineare e diretta fatta di dialoghi precisi e taglienti. Pierattini ci consegna due figure femminili all’interno dell’appartamento milanese in cui sopravvivono grazie a furti giornalieri compiuti con destrezza. Madre e Figlia sono sole, sono uguali ma capaci di accese discussioni, ribellioni e battibecchi legati a ricordi del passato. Il loro piatto tran tran procede nell’indifferenza fino all’arrivo di un losco personaggio in cerca di ospitalità ma causa concreta di scompiglio totale.
Superba, imponente e del tutto a fuoco è Milvia Marigliano nell’arduo ruolo di Madre depravata in grado di alternare fragilità e durezza, rabbia intensa e dolente umanità. Brava assai Linda Gennari nella complicata restituzione di Figlia , costola del male, incapace di compiere scelte opportune. Completa il cast il giovane Raffaele Barca, perfetto Nipote/Cugino amplificatore di ricordi, rabbia e confessioni ma spietato e ostinato nel voler imparare il mestiere delle donne.









