di Paolo OttolinaLa recente decisione di Starmer in Gran Bretagna è il segno di una tendenza globale: dall'Australia alla Spagna, i governi stanno mettendo fine all'era dell'autoregolamentazione della Silicon Valley. In Italia un nuovo disegno di legge del governo
Difficile dire se l'epoca dell'autoregolamentazione per i giganti del digitale sia definitivamente terminata. Le sentenze negli Stati Uniti, avverse ai colossi della Silicon Valley segnano una chiara inversione di tendenza rispetto ai primi due decenni di vita dei social network (YouTube, Facebook e ora Twitter/X hanno da poco festeggiato i vent'anni di vita). Il Far west digitale, dove le piattaforme hanno operato in una sorta di immunità giuridica (protette da norme come la Sezione 230 americana), sta lasciando il posto a un interventismo statale mai visto. A tutte le latitudini, in ogni continente, in nazioni democratiche e in altre autocratiche.Nonostante la recente aggiunta di Paesi come il Regno Unito, con un provvedimento del governo Starmer, sono ancora relativamente pochi i Paesi che stanno limitando o vietando del tutto l'accesso ai social ai minorenni. La tendenza però è piuttosto chiara ed è una reazione alla crisi della salute mentale adolescente, che molti esperti ed istituzioni già considerano alla stregua un'emergenza.







