Cinque proposte di legge, un testo bipartisan firmato da quasi tutto l’arco parlamentare, il novanta per cento degli italiani che chiede di intervenire. E la legge, ancora, non c’è. I social stanno rubando l’adolescenza ai ragazzi. Lo sanno i ricercatori. Lo ripetono i pediatri. Lo sa il Parlamento. L’unica cosa che nessuno sa è quando si farà qualcosa. Il 10 dicembre 2025, l’Australia ha vietato per legge i social media agli under 16, prima nazione al mondo, prevedendo sanzioni milionarie per le piattaforme che non si adeguano. In Europa alcuni Paesi hanno già legiferato, altri si limitano a discutere. Il Parlamento europeo, con una risoluzione non vincolante, ha chiesto di fissare a 16 anni la soglia minima in tutta l’Ue: nessun obbligo per gli Stati. Così ogni Paese fa da sé.
Cosa prevede la proposta Secondo l’Eurobarometro 2025, più del 90% degli europei ritiene urgente intervenire, soprattutto per l’impatto dei social sulla salute mentale dei ragazzi (93%) e per il cyberbullismo (92%). In Italia sono almeno cinque i testi depositati tra Camera e Senato. Ne sopravvive uno: il Ddl 1136 Mennuni-Madia, testo unificato bipartisan firmato da Pd, FdI, FI e Lega adottato il 24 settembre 2024 dall’Ottava Commissione permanente del Senato presieduta da Claudio Fazzone (Forza Italia). Vieta account social sotto i 15 anni. Ma la vera svolta è questa: i contratti conclusi da minori di 15 anni sono nulli. L’onere di dimostrare che un utente ha l’età giusta ricade sui fornitori, non più sulle famiglie. Il testo detta regole anche sui baby influencer: i guadagni oltre i diecimila euro l’anno vanno versati su un conto intestato al minore e non possono essere utilizzati dai genitori. Perché un figlio non è un’azienda. Su ogni piattaforma è obbligatorio integrare un tasto “Emergenza” per collegare i minori in difficoltà direttamente al 114, il numero nazionale per l’infanzia attivo h24. Ma la legge è ferma da oltre un anno, mentre anche l’imprenditrice Barbara Berlusconi ha sollecitato una norma parlando di «emergenza nazionale».







