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Keir Starmer rompe gli indugi e annuncia una messa al bando totale nel Regno Unito dei social media per gli under 16, sul modello dell’Australia, lanciando un duro attacco contro i colossi tecnologici. Le piattaforme rendono i minorenni «infelici», «li espongono a contenuti dannosi» e sono progettate «per creare dipendenza», ha dichiarato il premier laburista in un discorso a Downing Street.Il divieto riguarderà giganti come Snapchat, TikTok, YouTube, Instagram, Facebook ed X, ma escluderà i servizi di messaggistica come WhatsApp, secondo una tabella di marcia indicata dal governo che prevede un provvedimento ad hoc entro la fine dell’anno e l’entrata in vigore del bando nella primavera del 2027. Ma più che un tentativo di rilancio della premiership in drammatica crisi, l’iniziativa di sir Keir rappresenta una sorta di eredità da lasciare a chi verrà dopo di lui alla guida del Labour e dell’esecutivo, mentre si prepara la corsa alla successione nella maggioranza. Il popolare sindaco di Manchester, Andy Burnham, esponente dell’ala progressista nota come ‘soft left’, si appresta a vincere l’elezione suppletiva di Makerfield il 18 giugno per tornare in Parlamento e lanciare il duello a un indebolito Starmer: subito dopo il voto, stando agli alleati del primo cittadino. Sir Keir si è quindi deciso solo in extremis a fare un annuncio su cui nei mesi scorsi aveva oscillato e ha messo sul piatto misure dagli aspetti radicali. Si pensa addirittura a un «coprifuoco notturno» sull’utilizzo dei social media e pause per lo scorrimento compulsivo sugli smartphone per gli under 18. L’esecutivo ha spiegato che ulteriori dettagli in merito verranno resi pubblici il prossimo mese mentre il Regno in questo ambito potrebbe diventare il Paese con una disciplina più rigida in materia a livello internazionale, con altri Stati che stanno discutendo limitazioni simili ai social, dal Canada alla Francia.