L’abuso urbanistico resta, il reato no. È questa, in estrema sintesi, la lettura che trapela dagli ambienti della Procura di Milano dopo la sentenza di assoluzione in primo grado nel processo Torre Milano.
Si può fare. Anzi: si – può – fare!, come nel mitico Frankenstein Junior. Ma non serve Frankenstein: basta il ministro Piantedosi per fare la remigrazione. Non servono formule magiche né alchimie esoteriche, non servono nemmeno l’Ice né Greg Bovino: la remigrazione si può fare semplicemente prendendo un immigrato delinquente e mettendolo su un aereo per rimandarlo a casa sua.
Il tribunale di Milano ha assolto costruttori e progettisti di un discusso condominio costruito con quello che ormai è chiamato il rito ambrosiano, ossia senza autorizzazione edilizia.
Hanno perquisito le case di Stefano Di Giacinto, il padre, e di Valentina D’Acunto, la madre, a Minturno vicino a Latina, convinti che lei nascondesse le figlie Alisya e Sarah scomparse tra il 6 e il 7 giugno dalla casa famiglia di Civitella Alfedena, nel cuore del parco nazionale d’Abruzzo. Ma delle bimbe ancora non c’è traccia.
Comportamento responsabile, autosufficienza economica, conoscenza della cultura e della società svedese. Sono alcuni dei requisiti, più rigorosi, che gli stranieri devono dimostrare di possedere per ottenere la cittadinanza svedese, in base alle nuove norme approvate dal Parlamento.











