Il futuro del lago Trasimeno riparte da un confronto diretto tra istituzioni regionali e nazionali, riunite nell’aula del Consiglio comunale di Passignano per affrontare l’emergenza idrica a ridosso della stagione estiva. Al tavolo, presieduto dal sindaco ospitante Sandro Pasquali, hanno preso parte la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, il capo del Dipartimento della Protezione Civile e commissario straordinario per la siccità, Fabio Ciciliano, l’assessore regionale Simona Meloni, il presidente dell’Unione dei Comuni del Trasimeno Giulio Cherubini e i sindaci del comprensorio. Al centro del dibattito, la necessità di superare la gestione emergenziale attraverso un piano strutturale che coniughi la salvaguardia di un ecosistema unico con la tenuta economica e turistica delle comunità locali. La presidente Proietti ha insistito sulla necessità di risposte durature, valorizzando il ruolo dell’Unione dei Comuni e ringraziando il comando dei Vigili del Fuoco di Perugia, guidato da Valter Cirillo, per una convenzione che permetterà interventi di manutenzione straordinaria con mezzi speciali. Proprio la sinergia tra i diversi livelli amministrativi è stata indicata come la chiave per sbloccare risorse economiche aggiuntive e programmare investimenti di lungo periodo sulle infrastrutture idriche. I sindaci hanno ribadito l’assoluta urgenza di interventi immediati per garantire la navigabilità del bacino e difendere la stagione turistica, che rappresenta il motore economico principale dell’intero comprensorio lacustre. Sul fronte operativo, l’assessore Meloni ha richiamato l’urgenza di snellire le procedure burocratiche e i vincoli ambientali che rallentano il dragaggio dei fondali e il taglio dei canneti, auspicando un’azione coordinata con la Protezione Civile. Dal canto suo, il commissario Ciciliano ha assicurato il pieno sostegno per ricondurre le opere necessarie nell’alveo della manutenzione ordinaria, richiamando l’importanza strategica degli accordi con la Regione Toscana per l’afflusso idrico dalla diga di Montedoglio. L’obiettivo condiviso resta quello di trasformare la gestione della crisi in un modello virtuoso di tutela e sviluppo, capace di attrarre nuovi flussi turistici nel pieno rispetto della biodiversità. I partecipanti hanno infine siglato la giornata con un sopralluogo tecnico all’adduttore di Tuoro, snodo cruciale per l’immissione delle acque toscane nel bacino umbro.