Il 19 giugno è prevista la firma dell’accordo tra Usa e Iran a Ginevra, intesa che riapre il transito nello stretto di Hormuz. Il presidente americano Donald Trump ha commentato il risultato affermando: “Congratulazioni a tutti: navi di tutto il mondo, accendete i motori. Che il petrolio scorra, autorizzo la piena apertura al transito di Hormuz e la rimozione del blocco navale degli Stati Uniti”. L’Iran ha confermato l’accordo attribuendosi “una grande vittoria” per aver “costretto gli americani ad accettare”. La notizia ha subito fatto scendere il prezzo del greggio sui mercati, gli effetti però non saranno immediati.

L’abolizione del blocco dello stretto di Hormuz permette alle navi cisterna di tornare a navigare. La notizia è stata accolta molto positivamente dai Paesi asiatici, principali importatori del petrolio e del gas che transita dal golfo Persico, ma anche dall’Europa e dall’Italia. L’effetto sarà infatti un calo dei costi di benzina e diesel, ma anche delle bollette.

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Gli effetti dell’accordo non saranno veloci quanto lo sono stati i rincari a causa della crisi nello stretto di Hormuz. Il consiglio del presidente di Nomisma, Davide Tabarelli è di aspettare “a fare il pieno”.