A quarant’anni dal più grave disastro nucleare della storia, l’ombra di Chernobyl continua a pesare sulla salute delle nuove generazioni in Bielorussia, ma il ponte di solidarietà con hinterland e Brianza resta più saldo che mai. Lunedì, 9 bambini bielorussi che abitano nelle aree ancora contaminate a ridosso dell’ex centrale, sono stati accolti all’ospedale di Vimercate per l’avvio di un ciclo di screening sanitari gratuiti. L’iniziativa nasce dalla storica collaborazione tra l’Azienda ospedaliera e l’Associazione Progetto Chernobyl Carugate, una realtà che da oltre 25 anni promuove programmi di accoglienza temporanea sul territorio. Accompagnati dai volontari e da due educatrici madrelingua, i piccoli ospiti saranno sottoposti nelle prossime settimane a check-up completi nei reparti di Pediatria e Radiologia con visite, ecografie ed eventuali approfondimenti diagnostici. Fortunatamente, i primi controlli non hanno evidenziato criticità immediate.
Il soggiorno estivo in Italia è una boccata d’ossigeno vitale e l’agenda dei bambini per questo mese è fitta di impegni: dopo i primi giorni trascorsi al mare, i nove ragazzi "saranno coinvolti in gite fuori porta e attività ricreative pensate per regalare loro spensieratezza e favorire il risanamento fisico". Tuttavia, mantenere attivo questo canale di aiuti è diventato molto difficile "Dal 2020 in avanti, tra pandemia e guerra, il numero di bambini bielorussi ospitati in Italia si è ridotto drasticamente per via dei costi e delle sanzioni, e quest’anno saranno meno di 40 ad arrivare nel nostro Paese – spiega Saul Pertica, vicepresidente del gruppo carugatese –. A distanza di quattro decenni dall’incidente, la zona da cui provengono è ancora altamente contaminata da metalli pesanti che inquinano l’ambiente e hanno un impatto negativo sulla salute di grandi e piccoli". Nonostante le difficoltà, "la nostra associazione – aggiunge – continua a portare avanti la propria mission ed è sempre in cerca di nuovi volontari". L’appello è a nuove famiglie e partner per sostenere un’iniziativa che "continua a offrire concrete opportunità di cura e inclusione a chi ne ha più bisogno".







